Non tutti sanno che la nostra biancheria intima o i panni per le pulizie potrebbero essere trattati con l’argento che, fin dall’antichità, è noto per le sue proprietà antibatteriche. Le fibre tessili trattate con questo metallo dovrebbero avere il potere di tenere lontani microbi, funghi e cattivi odori. Spesso, però, si vantano queste proprietà solo per rendere più efficace la pubblicità. Altroconsumo ha effettuato test in laboratorio su 19 prodotti tra magliette, calze, panni per la polvere, solette, guanti e biancheria intima. Il risultato, in generale, è stato impietoso: 2 tessuti su 3 non possono vantare un’azione antimicrobica e, spesso, inoltre, perdono prematuramente argento – e quindi efficacia – dopo pochi lavaggi.
Ecco le marche per le quali Altroconsumo ha valutato il contenuto in argento, il rilascio di questo metallo dopo il lavaggio e l’efficacia antibatterica:

  • MARTINI Spa Dischetti de-make up antibatterici agli ioni di argento
  • SALEWA T-shirt Iolith Azalea, Fastway Dry’ton Camicia Donna e Garve Dry’ton Camicia Donna
  • MILLET T-shirt Alpi
  • VILEDA Panno Nuovo con odor Stop
  • AKKUA Calzare tecnico per piscina T-MIX model
  • SPRAYWAY T-Shirt Source Tee
  • TIMODORE Fantasmino con fibra d’argento
  • ODLO Canottiera Evolution Cool
  • THE NORTH FACE Guanti Etip
  • CROCS Solette Silver
  • SPENCO Solette Comfort e Solette Active Comfort Earthbound
  • SPONTEX Microfibre pavimenti Silver
  • POMPEA Culotte Vita Bassa Silver
  • HAGLOFS Maglietta Neo SS
  • CALIDA Boxer Performence
  • ODLO Bike Short

L’Associazione ha analizzato 3 campioni di ciascun prodotto per verificare se l’argento fosse effettivamente presente e in quale quantità; ha poi inoculato sulle fibre 3 tipi di organismi e, dopo aver sottoposto i campioni a 3 lavaggi standard, ha nuovamente misurato il contenuto in argento, per verificare se ci fossero state perdite sensibili del metallo. 

Visti gli scarsi risultati, Altroconsumo ricorda che ci sono metodi naturali ed economici per evitare cattivi odori su indumenti sportivi, scarpe, ripostigli e armadi. La prima buona regola è migliorare la ventilazione tra le pareti domestiche: l’azione dei microrganismi responsabili dei brutti odori, infatti, si sviluppa soprattutto in ambienti umidi e poveri di ossigeno.

  • Scarpe: prima di riporle nella scarpiera falle evaporare per bene dal sudore, ad esempio, lasciandole anche una notte all’aperto. Attenzione, quando lavi le scarpe da ginnastica in lavatrice, falle asciugare molto bene.
  • Indumenti sportivi: a volte capita che l’odore rimanga su questi indumenti anche dopo il lavaggio in lavatrice, soprattutto se è stato fato a basse temperature; solo in questo caso può essere utile aggiungee un additivo igienizzante, oppure trattare le parti più soggette al problema prima del lavaggio.
  • Stracci e panni per le pulizie: vanno fatti asciugare bene prima di essere riposti, altrimenti diventano ricettacoli ideali per i batteri. Importante lavarli regolarmente in lavatrice.
  • Le virtù del bicarbonato di sodio: è adatto a molti usi, tra cui quello di neutralizzare almeno in parte i cattivi odori se a contatto con le superfici (ad esempio tappeti, cucce di animali, scarpe..). Una ciotolina con un po’ di bicarbonato nella scarpiera o nel ripostiglio aiuta a migliorare l’aria.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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