Dall’Antitrust arriva una sanzione di 500 mila euro alla società Expo Guide, che gestisce una banca dati online, per pratica commerciale scorretta ai danni delle microimprese: la società iscriveva i dati aziendali delle microimprese italiane, a loro insaputa, in un database presente esclusivamente online per richiedere poi il pagamento di un servizio in abbonamento, non richiesto, che consisteva nella pubblicazione a pagamento di annunci pubblicitari.  L’Antitrust già a settembre dello scorso anno aveva adottato un provvedimento cautelare intimando alla società di sospendere l’invio di richieste di pagamento alle aziende. Expo Guide ha ora 90 giorni di tempo per comunicare le modalità con le quali intende rispettare il provvedimento dell’Autorità.
Il procedimento era stato avviato alla luce di moltissime segnalazioni, di singoli imprenditori e di associazioni dei consumatori. L’istruttoria  ha ricostruito la pratica scorretta messa in atto da Expo Guide che, spiega l’Antitrust in una nota, “iscrive i dati aziendali delle microimprese italiane, a loro insaputa, in un database presente esclusivamente online sul sito internet www.expo-guide.com denominato “Guida per fiere ed espositori”. Obiettivo di tali iscrizioni è quello di promuovere la sottoscrizione di un costoso abbonamento pluriennale (1.271 euro l’anno per tre anni) a un servizio di annunci pubblicitari a pagamento. In tal modo Expo Guide esige il pagamento di servizi che il professionista ha fornito, ma che la microimpresa non ha richiesto”.
Col pretesto di verificare e correggere i dati nel database, la società invia sistematicamente alle microimprese una lettera dai toni intimidatori per ottenere la sottoscrizione dell’abbonamento. La prima rata della fattura viene poi inviata quando i termini per il diritto di ripensamento sono scaduti. Se poi le aziende non pagano, spiega l’Antitrust, Expo Guide “invia, direttamente o tramite società di recupero crediti, ripetuti avvisi e solleciti di pagamento, minacciando anche il ricorso alle competenti autorità giudiziarie. Si tratta di un’attività che viene svolta in modo capillare: la società ha infatti registrato i dati relativi a 247.000 imprese italiane partecipanti ad eventi fieristici ed ha inviato la propria comunicazione commerciale a ciascuna di esse”. Fra gennaio del 2012 e giugno 2013, ben 3.185 imprese italiane, tra cui anche microimprese, hanno sottoscritto, in seguito alla ricezione della comunicazione commerciale non richiesta, l’abbonamento triennale.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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