Commissione UE: manipolazione online in 148 negozi online su 399 controllati. L'indagine

Commissione UE: manipolazione online in 148 negozi online su 399 controllati. L'indagine (Foto Pixabay)

Commissione UE: manipolazione online in 148 negozi online su 399 controllati. L’indagine

Quasi il 40% dei siti web per acquisti online si avvale di pratiche di manipolazione per trarre vantaggio dalle vulnerabilità dei consumatori o per raggirarli: è quanto emerso da un’indagine realizzata dalla Commissione UE e dalle autorità nazionali per la tutela dei consumatori di 23 Stati membri, Norvegia e Islanda

Un’indagine a tappeto dei siti web del commercio al dettaglio, realizzata dalla Commissione UE e dalle autorità nazionali per la tutela dei consumatori di 23 Stati membri, Norvegia e Islanda (rete CPC), ha rilevato pratiche di manipolazione online su 148 siti. Il controllo ha riguardato, in particolare, 399 negozi online di vendita al dettaglio di prodotti tessili ed elettronici.

Sono tre i tipi specifici di pratiche di manipolazione indagati, che spesso – spiega la Commissione UE in una nota – spingono i consumatori a compiere scelte non necessariamente nel loro interesse. Si tratta dei cosiddetti “modelli oscuri” (“dark pattern“), che comprendono: conti alla rovescia fittizi; interfacce web concepite per indurre i consumatori ad acquisti, abbonamenti o altre scelte; informazioni occulte. Come detto, dai controlli è emerso che 148 siti contenevano almeno uno di questi tre modelli oscuri.

Manipolazione online, le pratiche rilevate

Nel dettaglio, secondo quanto emerso dall’indagine, 42 siti web hanno utilizzato conti alla rovescia fittizi con scadenze per l’acquisto di prodotti specifici. Mentre 54 siti web hanno orientato i consumatori verso determinate scelte – da abbonamenti a prodotti o metodi di consegna più costosi – per mezzo della progettazione visiva o di scelte redazionali.

Si è riscontrato, inoltre, che 70 siti web occultavano informazioni importanti o le rendevano meno visibili per i consumatori. Ciò riguardava, ad esempio, informazioni sui costi di consegna, sulla composizione dei prodotti o sulla disponibilità di un’alternativa meno costosa. Ancora, 23 siti web occultavano informazioni per indurre i consumatori a sottoscrivere un abbonamento.

 

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Foto Pixabay

 

L’indagine a tappeto ha interessato anche le app di 102 siti web controllati, riscontrando in 27 di esse almeno una delle tre categorie di modelli oscuri.

“I nostri controlli – ha dichiarato Didier Reynders, Commissario per la Giustizia – rivelano che quasi il 40% dei siti web per acquisti online si avvale di pratiche di manipolazione per trarre vantaggio dalle vulnerabilità dei consumatori o per raggirarli. Si tratta di un comportamento chiaramente scorretto e lesivo della tutela dei consumatori. Abbiamo già strumenti giuridicamente vincolanti per affrontare questi comportamenti e invito le autorità nazionali a fare uso dei loro poteri per contrastare con decisione queste pratiche. Parallelamente, la Commissione sta rivedendo tutta la legislazione di tutela dei consumatori, per garantire che sia adeguata all’era digitale e valutarne l’efficacia nel contrasto ai modelli oscuri”.

I prossimi passi per la tutela dei consumatori online

A questo punto, spiega ancora la Commissione UE, spetta alle autorità nazionali invitare gli operatori interessati a mettere in regola i loro siti web e, se necessario, ad adottare ulteriori misure conformemente alle loro procedure nazionali.

La Commissione contatterà anche gli operatori commerciali online individuati in uno studio del 2022 sulle pratiche commerciali sleali nell’ambiente digitale, per chiedere loro di rimediare ai problemi messi in luce dai nuovi controlli. Inoltre, sta raccogliendo contributi su tre direttive relative alla tutela dei consumatori, per determinare se garantiscono un elevato livello di protezione nell’ambiente digitale: la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, la direttiva sui diritti dei consumatori e la direttiva sulle clausole abusive nei contratti. Una consultazione pubblica resterà aperta fino al 20 febbraio 2023.

La nuova normativa sui servizi digitali – ricorda ancora la Commissione – vieterà i modelli oscuri sulle piattaforme online. E integrerà norme quali la direttiva sulle pratiche commerciali sleali o il regolamento generale sulla protezione dei dati, colmando le lacune normative che consentono alle piattaforme di manipolare gli utenti.


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