Vittoria in materia di diritto di recesso. Un consumatore aveva comprato per 1700 euro una bici elettrica in uno stand allestito nella galleria di un centro commerciale a Catania. A distanza di mesi, ha potuto annullare l’acquisto e recuperare la somma perché nel contratto mancava l’informativa sul diritto di ripensamento. A segnalare il caso è Confconsumatori, che ha assistito il cliente davanti al Giudice di Pace di Catania.

Se il venditore che opera fuori dai locali commerciali – compreso l’operatore agli stand temporanei nei centri commerciali – non informa correttamente il cliente sul diritto di recesso (o di “ripensamento”), il consumatore ha 1 anno, anziché 14 giorni, per esercitare tale diritto. Un principio  confermato dalla recente sentenza del Giudice di Pace di Catania, ottenuta da Confconsumatori Catania. L’acquisto era avvenuto in uno stand allestito dalla ditta che vendeva bici elettriche in un centro commerciale. E il consumatore aveva sottoscritto un contratto di acquisto di una bici elettrica per 1.700 euro. Dopo alcuni mesi si era pentito dell’acquisto, ma riteneva di non avere più la possibilità di recuperare la somma spesa. Si era comunque rivolto a Confconsumatori Catania, che all’esame del contratto ha scoperto che il venditore non aveva fornito la corretta informazione sul “diritto di ripensamento” cui hanno diritto i consumatori in casi come quello in esame.

Spiega l’associazione: “In base al Codice del Consumo è stabilito che il consumatore ha il diritto di ripensamento entro il termine di 14 giorni dall’acquisto, tuttavia, ove il professionista ometta la corretta informativa su detto diritto, il termine per recedere si estende fino a 1 anno, o, almeno, fino a quando non viene fornita la corretta informazione”. Il Giudice di Pace di Catania, considerato dunque che l’informativa sul recesso non era presente nel contratto, ha sancito il diritto dell’acquirente allo scioglimento del contratto e al rimborso delle somme a suo tempo pagate, nonché alla rifusione delle spese legali.

“Il diritto di recesso del consumatore costituisce uno degli strumenti di protezione più significativi a disposizione del contraente debole quale bilanciamento di un’azione di vendita spesso commercialmente aggressiva –  dicono Maurizio Mariani, che ha difeso in giudizio il consumatore catanese, e Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori Sicilia – Si vanno consolidando le tutele in favore dei consumatori e importanti pronunce come quella in esame sono di conforto e di enorme soddisfazione per le battaglie intraprese perché mettono dei punti fermi e fanno ben sperare per il futuro”.


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