Acqua del rubinetto, in Italia la beve il 77,6 % della popolazione

Acqua del rubinetto vs acqua in bottiglia, come sono cambiate le preferenze dei consumatori italiani negli ultimi 12 mesi? Lo rivela la Ricerca 2020, realizzata da Open Mind Research su un campione di 2000 individui maggiorenni e rappresentativi della popolazione italiana, volta ad indagare la propensione al consumo di acqua potabile.

Secondo questo studio, negli ultimi 12 mesi, il 77,6% della popolazione italiana ha bevuto acqua del rubinetto (trattata e non), con un tasso di crescita sul 2018 che sfiora il 4%. E, tra tutti coloro che la bevono, il 48,7% dichiara di farlo sempre o quasi sempre.

La ricerca, presentata da Aqua Italia, ha analizzato, inoltre, le ragioni per cui gli individui bevono o che potrebbero convincere a bere l’acqua del rubinetto in casa/fuori casa, compresa quella trattata negli esercizi commerciali, la tendenza all’utilizzo di sistemi di affinaggio in famiglia e la relativa manutenzione periodica.

Per quali ragioni si sceglie l’acqua del rubinetto?

I motivi principali per i quali, quest’anno, gli intervistati hanno dichiarato di bere l’acqua del rubinetto (trattata o non trattata) afferiscono principalmente alla “comodità nel disporne” (25%) e all’attenzione per l’ambiente (24,8%) ossia evitare di trasportare e smaltire bottiglie di plastica. Un dato, questo, significativamente più alto rispetto agli anni precedenti, soprattutto tra i più giovani (18-24 anni), con il 43,7% contro il 32,1% della media nazionale.

A seguire la consapevolezza che “l’acquedotto comunale fa maggiori controlli sull’acqua rispetto ai produttori dell’acqua in bottiglia” (24%), la “bontà dell’acqua” (23,2%) e il “minor costo rispetto all’acqua in bottiglia” (19,7%).

 

 

Acqua del rubinetto, in Italia la beve il 77,6% della popolazione
Acqua del rubinetto, in Italia la beve il 77,6% della popolazione

Quanti possiedono un sistema di affinaggio?

Nel 28% dei casi (trend in crescita di oltre il 6% rispetto al 2018) si rileva la presenza di almeno un sistema di affinaggio dell’acqua che permette di trattare l’acqua del rubinetto da bere, per ottenere migliori caratteristiche organolettiche. Tra questi sistemi, l’8,6% è rappresentato dalle caraffe filtranti (invariato rispetto al 2018), l’11,1% dai sistemi per l’eliminazione del cloro (erano il 6,3% nel 2018) e il 2,8% dagli apparecchi con sistema di osmosi inversa.

Tra tutti coloro che hanno un apparecchio di affinaggio dell’acqua domestico, circa un terzo ha sottoscritto un abbonamento per la manutenzione periodica.

Acqua del rubinetto, quanti la bevono fuori casa?

La ricerca ha indagato anche l’approccio ai chioschi/casette dell’acqua sul territorio e le abitudini in merito all’approvvigionamento dell’acqua quando si è fuori casa.

Il 27,3% degli intervistati la beve negli esercizi commerciali (+3,6% rispetto al 2018) e il 51% la berrebbe se gliela offrissero. Circa il 22% della popolazione ha dichiarato, inoltre, di utilizzare i chioschi dell’acqua che mettono a disposizione dei cittadini acqua potabile, trattata o non trattata, refrigerata o addizionata di anidride carbonica, confermando un’ascesa di quest’abitudine (15,4% nel 2018). Il 73,3% conosce questa possibilità (+5,4% sul 2018) e nel 51,1% dei casi il comune di residenza offre il servizio.

Per  quanto riguarda l’approvvigionamento dell’acqua da bere fuori casa: il 64,4% opta per l’acquisto di acqua in bottiglia (48% da bar/negozi e 16,4% da distributori automatici a pagamento), mentre il 41,2% porta l’acqua da casa, soprattutto tra coloro che sono abituati a consumarla abitualmente dal rubinetto.

La percezione su eventuali sostanze contaminanti

In merito alla preoccupazione degli italiani nei confronti della presenza di sostanze contaminanti nell’acqua del rubinetto, il 26,8% (in calo di quasi 8 punti percentuali rispetto al 2018) si è dichiarato estremamente preoccupato e il 62,6% abbastanza preoccupato.

Tra chi ha già un’abitudine al consumo dell’acqua potabile del rubinetto, si riscontra una preoccupazione per i contaminanti chimici più bassa della media della popolazione (14% vs. 26,8%). Al contrario, per coloro che abitualmente non bevono acqua del rubinetto, tale preoccupazione è molto elevata (39% vs. 26,8%).

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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