commercio elettronico

Buy&Share, l’Antitrust sospende l’attività di vendita del sito shoppati.it

L’Antitrust ha sospeso la vendita online di prodotti del sito shoppati.it fatta secondo il meccanismo del buy&share. Il consumatore aderisce all’offerta a prezzo scontato ma in realtà la sua è una prenotazione che lo fa entrare in uno schema di vendita subordinato ad altre analoghe prenotazioni

L’Antitrust ha sospeso l’attività di vendita di prodotti online del sito www.shoppati.it fatta col meccanismo del buy&share. L’Autorità contesta «una grave forma di ingannevolezza» nelle modalità di vendita proposte. In realtà non si tratta a tutti gli effetti di una vendita ma di una “prenotazione” del prodotto tecnologico presentato a prezzo scontato.

Funziona così: il consumatore aderisce all’offerta a prezzo scontato ma in realtà non compra. La sua è una prenotazione per entrare in uno “schema di vendita” nel quale, fra l’altro, i prodotti prenotati difficilmente vengono consegnati. Dopo, il recupero di quanto pagato diventa molto difficile. Tanto è vero che l’Antitrust contesta al sito di ostacolare il diritto di rimborso e di recesso.

 

Gli italiani amano stare in cucina e cercano il risparmio online

 

L’Antitrust vs shoppati.it

L’Antitrust ha dunque adottato un provvedimento cautelare verso la società Oobs S.r.l.s. che opera nel settore della vendita on line attraverso il sito shoppati.it. In particolare, si legge in una nota, «l’operatore commercializza apparecchiature elettroniche secondo la modalità del c.d. buy and share in base alla quale i consumatori sono invitati ad acquistare i beni ad un prezzo particolarmente scontato, aderendo ad una specifica lista, e poi, per ottenere il bene prescelto, attendere che altri effettuino un analogo acquisto fino alla completa compensazione del prezzo».

Come funziona il buy&share

Il consumatore trova online il prodotto tecnologico ma, a fianco del prezzo tradizionale, c’è un’offerta con un sconto rilevante, basata sul fatto che questi faccia una prenotazione e attenda che altri consumatori facciano un’analoga prenotazione per un importo uguale o superiore.

«Pertanto, la prenotazione da parte di altri consumatori e la loro contestuale iscrizione in una lista di attesa, corrispondente a un determinato gruppo di acquisto, rappresenta – spiega l’Antitrust nel provvedimento – la condizione indispensabile per ottenere il bene al prezzo scontato».

Un sistema che non funziona affatto. Dall’istruttoria e dalle segnalazioni ricevute, prosegue l’Autorità, emerge che il meccanismo non consentirebbe ai consumatori di ottenere il prodotto. Quello che viene contestata è dunque proprio la modalità di vendita proposta.

La valutazione dell’Antitrust: consumatori ingannati

«Tali pratiche – prosegue l’Antitrust – sono in grado di attrarre un numero sempre crescente di acquisti – in realtà mere prenotazioni – e possono funzionare solo in caso di una loro continua e rapida espansione, ossia in presenza di condizioni del tutto particolari e aleatorie che ne evidenziano la natura gravemente scorretta, in grado di ingannare un numero crescente di consumatori e condizionare indebitamente coloro che vi hanno aderito».

È un comportamento che si caratterizza prima di tutto per «una grave forma di ingannevolezza, direttamente riconducibile alla circostanza che non si tratta propriamente della vendita di prodotti immediatamente disponibili ad un prezzo scontato, ma dell’ingresso in un particolare meccanismo contrattuale». La vendita è, come detto, condizionata all’adesione di altri consumatori alla stessa offerta e alla loro iscrizione in una lista gestita dal professionista, senza che siano fornite informazioni adeguate sul funzionamento del gruppo di acquisto, sui tempi di scorrimento delle liste, sull’effettiva possibilità di ottenere il prodotto prenotato.

Con l’intervento cautelare, dunque, l’Antitrust ha ordinato di «sospendere ogni attività diretta all’utilizzo della modalità di vendita subordinata alla successiva adesione di altri consumatori, nonché alla vendita di prodotti presentati come disponibili ma che in realtà non risultano pronti per la consegna».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)