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Con l'autunno la spesa si fa maxi. Oltre 2 mila euro fra settembre e novembre

Con l’arrivo dell’autunno la spesa si fa maxi. Ci sono due voci che incombono più delle altre sui bilanci familiari: la spesa per la scuola e quella per le bollette. I conti possono essere diversi, ma secondo Federconsumatori fra settembre e novembre le famiglie devono mettere in conto una spesa elevata per la scuola, che fra corredo scolastico e libri si aggira in media sugli 855 euro, e per le bollette di acqua, luce, gas e telefonia, che viaggiano intorno ai 690 euro.

Ci sono poi altre spese che fanno aumentare il conto. Fra queste, il trasporto da e per la scuola (perché molte famiglie sceglieranno di andare a scuola con l’auto privata, considerato il contesto di incertezza). Nonché altre spese obbligate: la Tari, che incombe per una media di quasi 160 euro, e le spese per il riscaldamento che potrebbero arrivare a 274 euro.

 

matite colorate
Caro scuola, i costi di quest’anno

 

La maxi spesa dopo la fine dell’estate

Al rientro dalle vacanze, dunque, le famiglie fanno i conti con una maxi spesa che supera i 2 mila euro per l’intero autunno.

«Tra Tari, riscaldamento, bollette, spese mediche e per il rientro a scuola, si preannuncia un autunno difficile per gli italiani: nel periodo tra settembre e novembre le famiglie dovranno far fronte a una stangata di 2.212,50 euro – afferma Federconsumatori – Si tratta di cifre estremamente onerose, che vanno a gravare su una situazione già fortemente compromessa dalla pandemia in atto».

Anche quest’anno, spiega l’associazione, «la situazione sanitaria inciderà sulle spese d’autunno, aggiungendo alle consuete voci anche quella per il trasporto da e per la scuola (in molti, infatti, continueranno a rinunciare al trasporto pubblico preferendo ricorrere a mezzi privati); nonché quella per test, esami e prestazioni legate alla pandemia. A ciò si aggiungono le consuete spese per la TARI, per il riscaldamento, le bollette (soprattutto quelle dell’energia in continua crescita). È vero che queste ultime si pagano tutto l’anno, ma in questo frangente si sommano alle altre onerose spese con un risultato estremamente negativo per le tasche dei cittadini».

In tutto questo non vengono conteggiate le spese correnti per alimentazione e abbigliamento, che potrebbero essere soggette a ulteriori aumenti secondo le dinamiche dell’inflazione.

«Questa analisi mette in luce come le famiglie si trovino a far fronte, giorno dopo giorno, ad una situazione di crescente difficoltà, a cui non vengono date risposte adeguate – dice Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori – Per questo è necessario ed urgente che il Governo metta all’ordine del giorno un serio piano di rilancio dell’occupazione ed una riforma fiscale che affermi un sistema più equo, basato su reali elementi di progressività».

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