E-commerce, i cittadini sono attenti alla sostenibilità sociale e ambientale? La ricerca

E-commerce, i cittadini sono attenti alla sostenibilità sociale e ambientale? La ricerca

E-commerce, i cittadini sono attenti alla sostenibilità sociale e ambientale? La ricerca

Secondo il Rapporto 2022 su “E-commerce e sostenibilità digitale”, presentato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, il 71% degli intervistati dichiara di essere disposto a spendere di più in presenza di aziende che non sfruttano i lavoratori; il 62% acquisterebbe di più da chi garantisce il rispetto dell’ambiente

La Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha presentato oggi il Rapporto 2022 su “E-commerce e sostenibilità digitale”, volto ad analizzare il comportamento degli italiani rispetto all’uso dell’e-commerce per la commercializzazione di beni e servizi, con particolare attenzione ai fattori che possono migliorare il fattore della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

E-commerce e sostenibilità ambientale ed economica

I dati che emergono dalla ricerca mostrano che i cittadini, in Italia, hanno assunto una posizione ambivalente rispetto alle relazioni tra e-commerce e impatto sull’ambiente.

In particolare, nel 71% dei casi gli italiani considerano il commercio elettronico un’opportunità, dichiarandosi d’accordo o molto d’accordo con il fatto che generi un impatto positivo, soprattutto grazie all’eliminazione di molti spostamenti. Gli stessi cittadini, però, percepiscono un netto peggioramento per l’ambiente, causato dall’incremento esponenziale del numero di spedizioni.

Per quanto riguarda l’economia circolare, un italiano su cinque non ritiene che le app o i siti che consentono l’acquisto di prodotti usati possano diminuire gli sprechi, ma che anzi, al contrario, li favoriscano. Sono concordi su questa posizione quasi uno su dieci tra i Sostenibili Digitali. Si tratta di utenti consapevoli, che il Digital Sustainability Index (DiSI) della Fondazione definisce Sostenibili Digitali.

La ricerca evidenzia una situazione ambivalente anche rispetto alla sostenibilità economica.

Il 73% degli italiani ritiene che il commercio elettronico sia destinato a distruggere i piccoli negozi; il 71% ritiene che l’e-commerce rappresenti un’opportunità per quei piccoli negozi che sapranno adeguarsi e il 40% dei cittadini non ritiene che l’e-commerce rappresenti una minaccia per realtà di più grandi dimensioni, come i centri commerciali e la grande distribuzione.

E-commerce, più attenzione alla sostenibilità sociale

Le analisi realizzate indicano, inoltre, che gli italiani pongono una maggiore attenzione alla sostenibilità sociale rispetto a quella ambientale.

Il 71% degli intervistati dichiara di essere disposto a spendere di più in presenza di aziende che non sfruttano i propri lavoratori; il 62% (ben 9 punti in meno) si dichiara disposto ad acquistare beni o servizi di quelle aziende che garantiscono il rispetto dell’ambiente. Tuttavia, il 72% degli italiani, pur considerando la sostenibilità ambientale e sociale un elemento prioritario, dichiara che non spenderebbe di più per acquistare prodotti sostenibili.

In particolare, gli italiani tra i 45 ed i 64 anni non sono disposti a spendere di più per l’acquisto di prodotti sostenibili a livello ambientale (76%) e sociale (75%). Considerando coloro che hanno un’età compresa tra i 18 ed i 30 anni, la percentuale scende al 69% e 67%.

“Il quadro complessivo che emerge dal rapporto e-commerce è estremamente significativo poiché evidenzia la grande necessità di lavorare sulla consapevolezza degli italiani verso il digitale – ha affermato Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. – in quanto è proprio dal digitale che l’intero comparto Retail potrebbe ottenere i maggiori benefici”.


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