Economia circolare, Altroconsumo: per una persona su due le scelte green costano di più

Economia circolare, Altroconsumo: per una persona su due le scelte green costano di più

Sono molti i comportamenti che possono aiutare a limitare l’impatto ambientale e il consumo energetico: dal dare una seconda vita agli indumenti, al preferire la riparazione e il ricorso al mercato di seconda mano rispetto all’acquisto di nuovi beni, fino alla condivisione di prodotti e servizi che non servono quotidianamente: a tal proposito, Altroconsumo ha condotto un’inchiesta sulle scelte green attuate dai consumatori nella quotidianità, misurando i dati che riguardano gli acquisti e i comportamenti domestici su un campione di oltre 1.200 cittadini, durante il mese di giugno 2022.

L’indagine fa parte delle iniziative legate al progetto RESSS (Rendiamo semplici le scelte più sostenibili), finanziato dal MiSE, finalizzato ad accompagnare i consumatori nella transizione verso un’economia circolare.

Scelte green, Altroconsumo: pregiudizi su parole come riparato o ricondizionato

Secondo quanto emerso dall’indagine, molte persone credono che fare scelte green sia un lusso per pochi, “ma in realtà così non è – afferma Altroconsumo -. Ciascuno può adottare un’ottica sostenibile e di risparmio nel proprio piccolo”.

In particolare, i fattori che influenzano le abitudini green si differenziano in base alla categoria di prodotto. Ad esempio, l’82% degli intervistati valuta il consumo di energia come criterio sostenibile prima di acquistare un importante elettrodomestico. Al contrario, quando si tratta di scegliere un prodotto hi-tech o un capo d’abbigliamento, rispettivamente il 53% e il 64% dei rispondenti è condizionato dalle promozioni del momento, mentre i mobili sono scelti soprattutto per il loro design (63%).

Inoltre una persona su due considera il prezzo degli articoli più sostenibili troppo elevato.

“Il denaro – afferma Altroconsumo – rappresenta certamente una possibile barriera al vivere sostenibile, ma non è detto che debba essere necessariamente così vincolante. Per molti cittadini c’è ancora una barriera culturale da superare, per cui parole come condivisioneriparato o ricondizionato suonano stonate, e questo pregiudizio porta a stare alla larga da un’ampia offerta di servizi consolidati che il mercato offre da tempo”.

Il 70% ha acquistato o venduto prodotti di seconda mano

In questo contesto la modalità alternativa all’acquisto più diffusa risulta il prestito, al contrario del noleggio, ancora poco diffuso: solo il 24% degli intervistati afferma di aver noleggiato un articolo almeno una volta al posto di comprarlo. Il 16% ha fatto ricorso, almeno una volta, al noleggio di un veicolo per trasportare un mobile o un grande elettrodomestico. Una percentuale minore (3%), dichiara di aver noleggiato altre categorie di prodotti, quali abiti, accessori, attrezzi e utensili.

 

scelte green
Fonte: Altroconsumo

 

Più diffuso, invece, l’utilizzo dell’usato: il 70% dei rispondenti afferma di aver venduto o acquistato almeno un prodotto di seconda mano tra quelli delle categorie considerate dall’indagine (grandi elettrodomestici, prodotti hi-tech, abbigliamento, mobili).

Più nel dettaglio, la percentuale di coloro che hanno acquistato (tralasciando chi ha venduto) si aggira attorno al 56%: sono soprattutto l’abbigliamento e il mobilio a registrare le percentuali più elevate, rispettivamente il 38% e il 31%, acquisti fatti soprattutto nei mercatini dell’usato.

I canali di acquisto dell’usato dipendono in parte dalla categoria di prodotto; ad esempio, oltre un terzo di coloro con esperienza di acquisti di seconda mano compra articoli hi-tech su siti e app specializzati in vendite di seconda mano, mentre il 30% si serve di distributori di prodotti ricondizionati, ma in tanti si rivolgono anche ad amici e parenti.

Riparare e non acquistare

Un’altra strategia per risparmiare e allungare la vita di un bene è la riparazione – spiega l’Organizzazione. La maggior parte dei rispondenti, secondo l’indagine, risulta informato su questo: il 70% sa che le istruzioni per manutenzione e riparazione devono essere messe a disposizione e il 60% sa di avere diritto di poter acquistare eventuali pezzi di ricambio. Nonostante ciò, quasi la metà del campione dichiara di non essere al corrente dei propri diritti a riguardo.

Sulla garanzia di conformità pare esserci ancora confusione, infatti il 46% pensa che garantisca la durata minima di vita dei prodotti oltre a tutelare il consumatore in caso di acquisto di prodotti difettosi o che non rispondono all’uso dichiarato.

“È necessario quindi un cambio delle abitudini nel quotidiano – conclude Altroconsumo – anche solo agendo su piccole cose, come smettere di bere l’acqua minerale in bottiglia, che, oltre ad offrire un risparmio economico di almeno 150 euro/anno, riduce l’impatto ambientale. Inoltre, possedere un’automobile tutto l’anno conviene solo se davvero la si utilizza spesso. Con azioni e iniziative pro-ambiente, quindi, è possibile costruire un futuro più sostenibile per tutti, evitando parallelamente inutili voci di spesa“.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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