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Centri commerciali, martedì 11 maggio saracinesche abbassate per protesta

Centri commerciali chiusi nel fine settimana. La misura rimane in vigore anche in zona gialla. Non cambierà dunque nei prossimi weekend l’orario dei centri commerciali. Le uniche attività che rimarranno aperte al loro interno sono i negozi di alimentari, farmacie e parafarmacie, edicole e tabacchi.

Il Consiglio nazionale dei centri commerciali lamenta un calo di vendite del 30% rispetto in un anno mentre, sul lato “clienti”, l’Unione Nazionale Consumatori reputa “iniqua e sciagurata” la scelta di tenere chiusi i centri commerciali nelle giornate festive e prefestive.

 

faq centri commerciali
Centri commerciali, dalle Faq del governo aggiornate al 1 febbraio 2021

 

Cambiano i colori, i centri commerciali rimangono chiusi

Zona gialla, zona arancione. Il cambio di colore c’è stato proprio oggi e sul sito del Governo, alla voce Faq, è possibile aggiornarsi sulle misure in vigore in tema di spostamenti, organizzazione delle attività e quant’altro. Alla voce centri commerciali non ci sono novità: si rimane chiusi nel weekend, fatta eccezione per alcune attività.

«Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole», si legge nelle Faq.

Centri commerciali chiusi, UNC: “Scelta iniqua”

Un’analisi dell’Osservatorio del Consiglio nazionale dei centri commerciali denuncia che nel 2020 le attività presenti nelle gallerie dei centri commerciali registrano un calo di vendite pari al 30% rispetto al 2019.

La flessione riguarda tutte le categorie, con le punte peggiori per la ristorazione che cala di oltre il 45%. A seguire, meno 34,5% per abbigliamento e calzature, meno 30,9% per servizi sanitari e alla persona, meno 29,1% per cultura e tempo libero, meno 13,5% anche per l’elettronica di consumo.

Di fronte alla flessione di vendite del 30%, l’Unione Nazionale Consumatori ribadisce di considerare la chiusura dei centri commerciali nel weekend una “scelta sciagurata”.

Per il presidente UNC Massimiliano Dona, è infatti una scelta «iniqua e sciagurata continuare a voler tenere chiusi, nelle giornate festive e prefestive, gli esercizi presenti all’interno dei centri commerciali, anche nelle regioni che ora sono diventate zona gialla. Una scelta contraddittoria – dice Dona – rispetto a quanto era possibile fare in periodi molto più preoccupanti di questo dal punto di vista epidemiologico. Senza contare che poi gli assembramenti proseguono indisturbati nei centri storici, senza alcun controllo, senza nessuno che ti misuri la febbre. Chiediamo, quindi, al nuovo Governo di cambiare linea».

Perché non rendere obbligatoria la misurazione della febbre, propone l’UNC? Tenuto conto del fatto che in quasi tutti i centri commerciali si tratta di una pratica diffusa.

«A tal proposito, nonostante la quasi totalità dei centri commerciali lo faccia lo stesso, ricordiamo che per i Dpcm i supermercati e i centri commerciali non sono obbligati a rilevare la temperatura corporea – dice Dona – Domandiamo, quindi, ai tecnici: ma non sarebbe meglio rendere sempre obbligatoria la rilevazione della temperatura corporea tutti i giorni, invece di chiudere i negozi solo nel weekend, anche a fronte di ingressi contingentati?».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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