A settembre l’inflazione è allo 0,3% e ai livelli più bassi da novembre 2016. Settembre registra infatti una diminuzione dell’inflazione dello 0,6% su base mensile e un aumento dello 0,3% su base annua, in lieve rallentamento da +0,4% di agosto. L’Istat rivede la stima, perché quella preliminare era +0,4%.

L’inflazione, commenta l’Istat, continua a mostrare una «debole dinamica», rallenta rispetto ad agosto e si pone al livello più basso da novembre 2016.

«Sebbene questo andamento sia dovuto prevalentemente a componenti maggiormente volatili (carburanti, trasporti aerei, alimentari non lavorati), l’inflazione di fondo rimane di poco superiore al mezzo punto percentuale – commenta l’Istituto di statistica – Da notare, in questo quadro, il rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, dovuto alla maggiore ampiezza rispetto al 2018 delle consuete diminuzioni di settembre, ascrivibili a fattori stagionali e che caratterizzano soprattutto i prezzi del trasporto aereo e di quello marittimo».

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto registrano una crescita dello 0,4% (da +0,7% del mese precedente), vicina dunque all’intero paniere.

 

carrello della spesa al supermercato

 

Federconsumatori: rilanciare potere d’acquisto delle famiglie

Sono urgenti misure per risollevare il potere d’acquisto delle famiglie, dice Federconsumatori di fronte a questi dati, che si traducono in un minore aumento dei costi annuali per le famiglie: si passa infatti dai 118 euro calcolati sulle stime preliminari ai 96,50 euro del nuovo dato sull’inflazione.

Il rallentamento dei prezzi del carrello della spesa ha un peso ma, spiega Federconsumatori, «per risollevare realmente, in modo efficace e duraturo la domanda interna, è necessario intervenire potenziando il potere di acquisto delle famiglie, che ancora arranca per far fronte alla spesa, anche nei settori essenziali. Oltre ad evitare l’aumento dell’IVA, è ora necessario operare una rimodulazione delle aliquote, per fare in modo che la tassazione non pesi in maniera eccessiva su alcuni beni di prima necessità che invece vengono considerati “beni di lusso” tassati al 22%. Tra questi il latte in polvere e i pannolini per bambini, nonché gli assorbenti femminili».

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