Shopping online

Il consumatore rischia di comprare online prodotti contraffatti senza saperlo

C’è la lotta alla contraffazione online fra le cinque sfide indicate dal Piano Strategico Nazionale 2019-2020 del Consiglio Nazionale Anticontraffazione. E per contrastare un fenomeno dalla portata sempre più ampia serve un «dialogo costante» fra aziende, istituzioni e piattaforme online: così Indicam, l’Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione.

Il Piano, che definisce la politica nazionale anticontraffazione, è stato approvato lo scorso giugno e identifica per il biennio in corso cinque sfide: contraffazione online; sistematizzazione della normativa; rafforzamento dei presidi territoriali ed enforcement; tutela dei marchi e delle Indicazioni Geografiche sui mercati esteri e sensibilizzazione.

Ammonta a 31,7 miliardi di euro il commercio mondiale di prodotti contraffatti che violano i marchi registrati italiani, secondo dati del 2016 diffusi proprio dal Consiglio Nazionale Anticontraffazione in riunione plenaria a giugno; è pari a 12,4 miliardi di euro il valore delle importazioni di prodotti contraffatti in Italia. Le merci italiane contraffate e commercializzate nel mondo riguardano per il 16,7% abbigliamento, calzature e prodotti in pelle. Seguono al 15,4% prodotti elettronici e strumenti ottici e al 13% i prodotti alimentari.

Fra le nuove sfide che la lotta alla contraffazione porta con sé il Cnac sottolinea quelle rappresentate dal commercio di prodotti falsi quali farmaci, ricambi auto e moto, giocattoli, alimenti, batterie dei cellulari, insieme ai problemi e ai rischi per la salute che prodotti di qualità non garantita si portano dietro.

Rispondere alla sfida della contraffazione, dice Indicam, richiede la collaborazione di tutti.

Mario Peserico, presidente Indicam
Mario Peserico, Presidente Indicam

«Da sole le imprese – ha detto Mario Peserico, presidente Indicam – non possono affrontare e contrastare efficacemente la contraffazione, hanno bisogno di avere al loro fianco i diversi intermediari, da coloro che definiscono gli algoritmi per indicizzare articoli e proposte di acquisto on-line alle società che si occupano della spedizione e della consegna di merci anche illegali e degli operatori che consentono i pagamenti».

L’occasione è stata rappresentata dall’evento “Policy Dialogue on reinforcing the protection of IPRs against online counterfeiting: Challenges and Remedies in the Digital Age” organizzato insieme all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero dello Sviluppo Economico e INTA-International Trademark Association, con la partecipazione delle principali piattaforme online quali Facebook, Amazon e Alibaba.

 «Secondo un recente rapporto definito dal Politecnico di Milano insieme a Netcomm, nel mondo nel 2018 sarebbero stati effettuati acquisti online per 2.500 miliardi di euro – prosegue Peserico – Sono numeri che dimostrano come il commercio elettronico faccia bene alle aziende se, però, avviene in un ambiente protetto per quanto riguarda i diritti e il copyright, un ambiente protetto per i consumatori e per le imprese. Perché sicuramente una parte non indifferente dei 2.500 miliardi di acquisti ha riguardato prodotti contraffatti, senza magari che il consumatore ne sia stato a conoscenza».

I dati, prosegue Indicam, dicono che spesso i consumatori sono convinti di comprare originale: il 40% di chi si è imbattuto in un prodotto falso in realtà ha fatto shopping pensando che fosse originale. Il che non può che avere ripercussioni anche sull’immagine e sulla reputazione dei brand. Secondo l’istituto di Centromarca, proprio il dialogo fra tutte le parti coinvolte – aziende, piattaforme online, istituzioni – potrebbe aiutare a contrastare il mercato della contraffazione che toglie all’economia europea, secondo recenti dati Ocse-Euipo, vendite per oltre 56 miliardi di euro.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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