Rapporto Coop 2025

Il Rapporto Coop 2025 descrive un contesto globale mai così turbolento: crescono le guerre, con la spesa militare mondiale arrivata a 2,7 trilioni di dollari nel 2024 (+17% rispetto al 2022), mentre la leadership americana appare in declino a vantaggio di Cina e India, che registrano tassi di crescita del Pil rispettivamente del 5% e del 6%.

In questa competizione post-americana, un ruolo centrale lo gioca l’intelligenza artificiale, considerata un moltiplicatore del progresso economico e sociale, capace di incidere fino a un +30% sul Pil globale. L’Europa, pur mantenendo un peso economico e valoriale importante, rimane frenata dalla sua governance incompiuta.

Italia: occupazione in crescita, produttività in calo

Dopo il rimbalzo post-pandemico, l’economia italiana rallenta. Le previsioni per il biennio 2025-2026 indicano una crescita del Pil di appena lo 0,5% l’anno, con stime ancora più pessimistiche da parte degli opinion leader (+0,1% nel 2026).

Se da un lato si registrano 840.000 nuovi occupati, dall’altro cala la produttività per ora lavorata (-1,4%), segnale della debolezza dei settori a maggior valore aggiunto. Il risultato è un’ascensore sociale fermo, con forti disuguaglianze: il 10% della popolazione detiene il 58% della ricchezza nazionale.

La nuova ansia collettiva

Il Rapporto evidenzia un cambiamento radicale nello stato d’animo degli italiani: crescono timore (dal 20% al 39%), inquietudine (dal 24% al 37%) e allerta (dal 16% al 25%), mentre crollano serenità e fiducia.

La guerra è percepita come una possibilità concreta e il desiderio di pace e diritti civili diventa prioritario per il 64% degli intervistati, superando persino il tema del lavoro dignitoso (62%) e del contrasto al cambiamento climatico.

Consumi: meno possesso, più esperienze

Sul fronte dei consumi, emerge una trasformazione culturale: il risparmio resta il driver principale per il 42% degli italiani, mentre l’ostentazione lascia spazio al valore delle esperienze. Cresce il ricorso al second hand, alla riparazione degli oggetti e agli acquisti tecnologici orientati all’utilità più che alla gratificazione.

Anche l’intelligenza artificiale entra nella vita quotidiana: il 49% degli italiani la utilizza già in ambito privato e molti la immaginano come supporto nelle faccende domestiche e nell’assistenza agli anziani.

Il cibo come alleato della salute

Il rapporto con il cibo si conferma centrale. Nei primi sei mesi del 2025 la spesa per la ristorazione fuori casa cala del 2,2%, mentre cresce quella domestica (+3,8% a valore nella grande distribuzione). Frutta, verdura e prodotti freschi trainano i carrelli, mentre calano gli ultraprocessati.

Sette italiani su dieci dichiarano di leggere le etichette nutrizionali e cresce il consumo di biologico e di alternative vegetali alle proteine animali (+20,9%). Si afferma inoltre il no-alcol, soprattutto tra i giovani.

Parallelamente esplode il boom di bilance (+55% le vendite per uso personale) e diete iperproteiche, segno di una crescente attenzione al controllo del peso e alla salute.

Il commento delle Associazioni

“Luci e ombre nel Rapporto Coop, anche se il quadro resta complessivamente negativo. Se da un lato cresce la spesa del carrello, almeno nella grande distribuzione, cala del 2,2% la spesa reale per la ristorazione fuori casa e un italiano su 3 vi rinuncerà ulteriormente nei mesi a venire” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori commentando il Rapporto Coop.

“Insomma, si conferma che l’aumento delle spese obbligate costringe gli italiani a rinunciare a quelle voluttuarie come la ristorazione e che le famiglie comunque hanno come obiettivo principale quello di risparmiare. Per questo serve ridare capacità di spesa al ceto medio, che però non è certo quello che guadagna 50 mila euro” prosegue Dona.

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