Nel dubbio sulla pericolosità o meno della sigaretta elettronica e nella mancanza di certezze scientifiche, il Codici invita a fare attenzione a un uso eccessivo di questo prodotto, che sta conoscendo un vero e proprio boom. “Smettere di fumare è una battaglia importante per tutti i cittadini che sono dipendenti da tale vizio – commenta Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici – ma è necessario fare attenzione ai metodi usati per farlo. La minore nocività della sigaretta elettronica deve essere dimostrata scientificamente, i consumatori devono disporre di informazioni certe e corrette. Inoltre, al momento manca l’etichettatura e la dose di nicotina è libera”.
Il boom della sigaretta elettronica sta richiamando l’attenzione da tempo. I numeri parlano di almeno 400 mila italiani che preferiscono “svapare” e di un mercato che muoverebbe un giro d’affari di oltre 90 milioni di euro annui. Negli ultimi giorni è giunta la notizia che dall’Europa si starebbe studiando una proposta di legge per stabilire che le sigarette elettroniche che contengono più di 2mg di nicotina siano considerate farmaci e dunque autorizzate come tali e vendute in farmacia.
Al momento, ricorda il Codici citando uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità, non ci sono certezze che la sigaretta elettronica non sia pericolosa e non è possibile escludere il rischio di effetti dannosi sull’uomo, anche se questi, ad oggi, non sono ancora comunicati al consumatore. Nel frattempo, il fenomeno si va diffondendo: “Oggi sono molte le persone che ne fanno uso, basta guardarsi intorno nei luoghi pubblici per accorgersi del boom economico che sta caratterizzando questi nuovi prodotti – spiega l’associazione – Il vapore che si inala è formato da acqua, glicole propilenico, glicerolo e aromi naturali, con un presunto rischio cancerogeno più basso rispetto alla normale sigaretta”. Cosa fare? “I piani per la disassuefazione vengono forniti dal venditore e riguardo agli aromi si sa solo che non sono tossici per l’uso alimentare, ma non si conoscono gli effetti se inalati e i danni che possono portare al sistema respiratorio”, spiega il Codici, che invita dunque i consumatori a fare attenzione a un uso eccessivo del prodotto.


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