Vendite al dettaglio

Vendite al dettaglio, i dati Istat di giugno 2020: in ripresa i beni non alimentari

A maggio i consumatori tornano a comprare tutti quei beni che non potevano acquistare durante il lockdown. Così, rispetto ad aprile, le vendite al dettaglio segnano un aumento rispetto ad aprile del 24,3% in valore e del 25,2% in volume. Su base annua, però, le vendite al dettaglio diminuiscono del 10,5% in valore e dell’11,9% in volume.

E l’unico settore davvero in crescita è l’e-commerce. Il commercio elettronico accelera ancora e aumenta le vendite del 41,7% rispetto al 2019.

Vendite al dettaglio, maggio 2020

I dati sulle vendite al dettaglio dell’Istat, con le stime diffuse oggi e relative a maggio 2020, evidenziano il movimento che c’è stato dopo la riapertura dei negozi, chiusi durante l’emergenza sanitaria.

Come scrive lo stesso Istituto, «a maggio i provvedimenti connessi all’emergenza sanitaria Covid-19 hanno consentito la progressiva riapertura degli esercizi commerciali, determinando un marcato aumento congiunturale delle vendite dei beni non alimentari, sia in valore sia in volume; tale crescita ha permesso un parziale recupero dei forti cali registrati nei due mesi precedenti. Sempre in termini congiunturali diminuiscono, per la prima volta dallo scorso agosto, le vendite di beni alimentari».

 

E-Commerce
E-commerce in crescita

 

Accelera l’e-commerce

Nel confronto annuale spicca ancora la crescita dell’e-commerce.

«Su base annua, le vendite del comparto alimentare restano in crescita, mentre permane molto negativa, pur se in miglioramento, la dinamica tendenziale dei beni non alimentari – spiega l’Istat – Tra le differenti forme distributive, il commercio elettronico registra una ulteriore e forte accelerazione, confermandosi come l’unico settore in crescita in termini tendenziali».

A maggio 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, un aumento rispetto ad aprile del 24,3% in valore e del 25,2% in volume. I numeri sono trainati dai beni non alimentari, che crescono del 66,3% in valore e del 66,6% in volume, mentre quelle dei beni alimentari diminuiscono in valore (-1,4%) e in volume (-1,6%).

Vendite al dettaglio, il confronto annuale

Rispetto a maggio 2019, si registra invece una diminuzione delle vendite del 10,5% in valore e dell’11,9% in volume. Le vendite dei beni non alimentari sono in calo (-20,4% in valore e -20,6% in volume), mentre crescono quelle dei beni alimentari (+2,8% in valore e +0,1% in volume).

Su base annuale diminuiscono le vendite per quasi tutti i beni non alimentari. Vanno controcorrente solo Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+12,4%) e Utensileria per la casa e ferramenta (+5,6%).

Le diminuzioni maggiori sono invece per Abbigliamento e pellicceria (-38,1%), Foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (-37,4%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-34,8%). Vanno giù anche cartoleria, libri, giornali e riviste (-21,7%), prodotti farmaceutici (-14,4%), giochi e giocattoli sport e campeggio (-13,2%), prodotti di profumeria e cura persona (-12,6%).

Rispetto a maggio 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 4,4% per la grande distribuzione e del 18,8 % per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 23,0% mentre è in deciso aumento il commercio elettronico, che segna un aumento annuale di +41,7%.

 

grafico istat commercio al dettaglio
Commercio al dettaglio, beni non alimentari. Istat maggio 2020

 

Le reazioni dei Consumatori

Il rimbalzo positivo delle vendite di maggio rispetto ad aprile è un “ottimo rimbalzo” per l’Unione Nazionale Consumatori.

«Considerato che solo dal 18 maggio hanno riaperto tutte le attività commerciali al dettaglio, si tratta di un recupero notevole, anche nel confronto europeo – dice il presidente UNC Massimiliano Dona – Le vendite in volume rispetto ad aprile salgono del 25,2%, contro una media Ue del 16,4% e del 17,8% per l’Eurozona, quelle non alimentari in volume, la vera cartina di tornasole, addirittura del 66,6%, più del doppio della media Ue, pari a +30,2% e quasi il doppio dell’Eurozona, ferma a +34,5%. Certo rispetto a febbraio, ossia a prima dell’emergenza Covid, il recupero è ancora parziale: le vendite totali di maggio sono inferiori del 12,6%, mentre per le non alimentari il gap è del 21,6%».

Il Codacons invece sottolinea soprattutto il calo dei piccoli negozi. «I piccoli esercizi commerciali hanno registrato un calo record del vendite del -18,8% su base annua, che raggiunge il picco del -25,3% per i negozi non alimentari – dice il presidente Carlo Rienzi – Di tale crollo ha beneficiato l’e-commerce, che a maggio registra una crescita delle vendite addirittura del +41,7%. Una situazione che mina la sopravvivenza stessa dei piccoli negozi in Italia, e che deve essere affrontata con urgenza dal Governo. Ribadiamo la necessità di misure per incentivare gli acquisti e sostenere il commercio, a partire dal taglio dell’Iva che potrebbe dare nuovo impulso ai consumi attraverso una riduzione dei prezzi e una concorrenza allo shopping online».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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