In prossimità del Natale alcuni colossi del web lanciano la sfida dell’off-line attraverso negozi fisici temporanei. Uno dei più importanti social media – Facebook – annuncia che sperimenterà il canale delle vendite off-line aprendo 9 temporary shop all’interno dei grandi magazzini della catena statunitense Macy’s, mentre in occasione del black friday previsto per il 23 novembre, il colosso dell’e-commerce come Amazon annuncia l’apertura del primo temporary pop-up store in Italia, a Milano.

Sono numerosi i brand consolidati e noti a livello internazionale insieme a quelli emergenti – soprattutto nel settore dell’abbigliamento e della moda – che negli ultimi anni hanno fatto ricorso ai negozi temporanei. Curioso questo volgere all’off-line dei giganti del web durante un periodo storico in cui la parola d’ordine è sviluppo digitale della società. A quanto pare questa controtendenza ha un suo perché, dal momento che cerca di “assecondare” le esigenze dei consumatori o di provocarne di nuove nell’era digitale che, se da una parte è un continuo evolversi, dall’atra sembra voler ristabilire un contatto fisico con i consumatori stessi. Un fenomeno tutto americano quello del temporary shop, che sta prendendo sempre più piede in Europa e nel nostro Paese in linea con le esigenze dirette o indotte dei consumatori. Che sia una strategia di marketing, una tendenza del momento o una nuova policy aziendale finalizzata alla implementazione di nuovi processi commerciali lo vedremo solo più avanti.

Di cosa si tratta nel dettaglio? Di “negozi temporanei”, aperti per un breve periodo di tempo, che possono avere diversi scopi, dal lancio di una nuova collezione alla promozione e diffusione di un marchio, dal test di un prodotto alle vendite di fine stagione finalizzate a svuotare i magazzini con sconti e promozioni ad hoc. Il fenomeno sembra essere in espansione sia per le società on-line che per quelle off-line.

Come mai riescono ad attrare tanti consumatori? Perchè pur essendo piccoli e transitori i temporary store sono spesso ubicati in zone centralissime delle città e destano curiosità nei consumatori soprattutto quando propongono le ultime novità brandizzate a prezzi competitivi e hanno una chiusura improvvisa finalizzata a creare una sorta di evento per poi chiudere definitivamente. 

Quali sono i consigli utili per acquistare in un temporary shop? Prima di tutto conviene sempre verificare bene il tipo di merce venduta per capire se l’eventuale acquisto che ci si appresta a fare sarà davvero l’occasione che ci si aspetta. Il raffronto andrà fatto oltre che sulla convenienza del prezzo anche sulla originalità del prodotto in vendita per verificare se saranno messi in vendita dei pezzi unici come a volte accade. Ma la convenienza è da cercare anche nella ubicazione del negozio temporaneo, che il più delle volte si trova in posti centralissimi e strategici proprio per conquistare i clienti che abitano in città e che non hanno possibilità di avvicinarsi ai grandi store  un po’ fuori mano.

 

di Claudia Ciriello

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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