“Definire i contenuti del Made in Italy quale marchio nazionale di qualità e non semplice rilevatore della provenienza dei manufatti”: questa la proposta fatta oggi da Adiconsum in un’audizione in Commissione attività produttive alla Camera su marchi d’impresa e marchi comunitari. “L’Italia recepisce le direttive europee, ma non tutela pienamente consumatori e produttori italiani”, dice l’associazione.

È in corso in questi giorni, spiega Adiconsum, il ciclo di audizioni sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della Direttiva (UE) 2015/2436 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa, nonché per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2015/2424 recante modifica al regolamento sul marchio comunitario (Atto del Governo n. 55). Il sistema produttivo italiano risente di molti problemi cui si aggiunge il fenomeno dell’italian sounding, che “costa ai produttori italiani – dice Adiconsum – circa 90 miliardi l’anno, mettendo anche a serio rischio la salute dei consumatori, oltre che ingannarli. Inoltre, vi sono ulteriori problemi legati alla debolezza del sistema produttivo, che impattano direttamente sulla qualità delle produzioni, sul Pil ed in particolar modo sulla salute e gli interessi dei consumatori”. Così Danilo Galvagni, vice presidente Adiconsum, ha avanzato la proposta che la fase di recepimento dei due provvedimenti potrebbe rappresentare l’occasione per definire i contenuti del Made in Italy quale marchio nazionale di qualità e non semplice rilevatore della provenienza dei manufatti.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)