Non sarà un Natale di grandi regali per gli italiani. Avranno in tasca qualche soldo in più ma il maggior reddito a disposizione sarà usato per le spese destinate alla casa, per gli alimentari, per qualche vacanza, per rimettere in sesto il bilancio familiare. Ai regali in senso stretto sarà destinata una spesa procapite di 164 euro (un paio di euro in meno rispetto allo scorso anno). A pesare è una crescita ancora debole e l’assenza di una direzione precisa per il futuro del paese. Così Confcommercio vede quest’anno i consumi natalizi.

regali-natale“Quest’anno gli italiani stringeranno un po’ la cinghia per i regali di Natale”, stima l’Ufficio Studi Confcommercio che parla di una spesa di 164 euro a persona. Rispetto all’anno scorso ci sarà per i regali una riduzione dell’1,2% nella spesa, che sale però al 30,8% se si considerano gli ultimi sette anni. Per quanto riguarda invece la propensione agli acquisti durante le festività, il 71,7% degli italiani prevede “un  Natale molto dimesso” (erano il 72,9% nel 2015 e appena il 33,7% nel 2009), mentre  l’86% dichiara che effettuerà regali contro l’85,9% dello scorso anno e il 91% del 2009. Eppure, secondo l’analisi dell’Ufficio studi, in tasca gli italiani avranno più soldi rispetto al dicembre dell’anno scorso: l’ammontare netto delle  tredicesime sarà di 40 miliardi, di cui il 12% sarà messo da parte e il 30% circa sarà destinato ai consumi. Ogni famiglia spenderà dunque 1.331 euro da tredicesima, il 3,1% in più su base annua. Questa dicotomia tra aumento del reddito disponibile e stasi dei consumi natalizi è dovuta per Confcommercio a una “congiuntura particolarmente oscura: il Paese non ha trovato una chiara direzione di marcia e molte sono le debolezze dal punto di vista della crescita. La politica dei bonus funziona nel breve termine, serve invece un messaggio chiaro alle forze produttive con il taglio generalizzato alle aliquote Irpef”.

Per il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ci si può aspettare un aumento degli acquisti ma “non tanto per i regali in senso stretto, la cui spesa dovrebbe essere in linea con quella dello scorso anno, quanto piuttosto per le spese per la casa, per gli alimentari da ricorrenza e per le vacanze”. Spiega Sangalli: “Tuttavia, la vitalità dei consumi, fino ad oggi incerta e discontinua, anche a dicembre sarà condizionata da un clima di fiducia pericolosamente decrescente che potrebbe portare le famiglie a risparmiare anziché consumare. Inoltre, gli scenari interni e internazionali presentano ombre e rischi di vario genere. Tutto ciò rende ancora più pressante la necessità di una riforma fiscale che punti con coraggio e determinazione al taglio generalizzato delle aliquote Irpef”.


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