Premessa: ai costi per un matrimonio non ci sono limiti al rialzo. Se infatti in vista della stagione delle nozze i più temerari, quel 3% di italiani pronto al “sì” durante l’anno, avranno già stilato ben bene la lista delle spese da sostenere, consegnato anticipi in denaro, spuntato la casella del “prenotato”, cercato quando possibile di risparmiare, è anche vero che sulla sponda opposta del risparmio c’è la possibilità di spendere quanto si vuole, di più di quanto si vuole, milioni se si appartiene a una casata reale. Detto questo, dunque, e con le immagini delle nozze del principe Harry e di Meghan dei scorsi giorni (impossibile non averle viste, anche per i più antimonarchici, anche per quelli allergici al grande passo) quanto costa organizzare un matrimonio se non si ha a disposizione un budget milionario? Circa 15 mila euro secondo i conti fatti da Compass e ProntoPro, che hanno analizzato la spesa media sostenuta dagli italiani per sposarsi.

La parte del leone nella lista dei costi se l’aggiudica sicuramente il catering o ristorante, seguito dall’abito da sposa. Secondo l’Osservatorio Compass, il 3% degli intervistati ha già programmato nel 2018 le proprie nozze. La differenza con i colleghi più famosi? Il budget, sicuramente ben lontano dalle cifre milionarie previste per organizzare i loro matrimoni: secondo i dati di ProntoPro, la spesa media degli italiani nel 2018 è di 14.880 euro per 100 invitati, con un range che va da 11.725 euro di Cagliari a  17.820 mila euro di Roma.

Fra i singoli costi, quello che incide di più è il catering, con una media di 7600 euro (per cento persone): si può ovviamente spendere di più e si veleggia su 9 mila euro a Roma e Milano, su 10 mila a Napoli e Palermo. Altra voce consistente è quello dell’abito da sposa: spesa media 3900 euro (anche se è facile salire per un abito di sartoria o uno particolarmente elaborato o alla moda). Il fotografo costa in media 1100 euro (attenzione: escluso il video), il fioraio chiede 890 euro, il dj o la band richiedono di mettere in conto una cifra compresa fra 410 e 630 euro, la torta nuziale fondamentale per la foto si attesta sui 350 euro. E in questi costi non sono ricomprese le fedi, le bomboniere, il viaggio di nozze: non proprio dettagli, insomma. Se poi si ha la possibilità di spendere un po’ di più, si vuole una organizzazione perfetta e un allestimento senza sbavature, il ricorso al wedding planner prevede di mettere in conto una spesa di altri 1360 euro.

Ma qual è il rapporto fra gli italiani e il matrimonio? Interrogati sulla preferenza tra matrimonio o convivenza, per gli italiani il primo rappresenta ancora un momento importante nella realizzazione della vita di coppia (per il 46%), mentre per il 38% la convivenza è un passaggio fondamentale prima del grande passo, e a pensarlo sono soprattutto i single. Che sia convivenza o matrimonio, solo l’8% preferisce la solitudine, un dato che sale al 26% tra i separati e divorziati. Per oltre la metà degli italiani (54%) il matrimonio è troppo costoso. Per il 43% è un atto di coraggio. Il dato più interessante viene però alla fine: per il 42% rappresenta il sogno di una vita. Troppo, o troppo poco?

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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