Olio di cocco senza cocco. Siamo alle solite. Nonostante sulla confezione dell’olio secco vegetale cocco de “I provenzali” ci sia l’immagine di una bella noce di cocco, accompagnata dalla scritta “cocco” e dall’indicazione “con estratti di frutta”, tra gli ingredienti non c’è traccia del frutto esotico.  A fare la scoperta è stata Altroconsumo che ha semplicemente controllato la lista degli ingredienti per rendersi conto di questa assenza.
Eppure la confezione del prodotto abbonda di scritte, ma non viene specificato qual è l’ingrediente principale: il meno rinomato olio di cartamo (estratto dai semi di Carthamus Tinctorius, pianta con infiorescenze dal caratteristico colore giallo-arancio), accompagnato da una serie di estratti di frutta (albicocca, mela e uva). Soltanto leggendo la lista degli ingredienti si capisce quindi di cosa è realmente fatto il prodotto che acquistiamo.

Un altro “dettaglio” che può trarci in inganno è l’odore del cocco che è dato semplicemente dal profumo aggiunto. Altroconsumo si chiede quindi: è giusto definire un olio “puro al 100%”, se poi c’è dentro un profumo? L’Associazione avverte chi utilizza molti prodotti per il corpo del rischio di essere esposti a una quantità eccessiva di sostanze che potrebbero interferire con il sistema ormonale.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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