“Liberare la festa e la domenica è una conquista civile per tutti i cittadini europei”. E anche le associazioni dei consumatori dovrebbero prendere posizione “per la liberazione della festa e delle domeniche dalle aperture dei negozi e dei centri commerciali”, come critica al consumismo e alla commercializzazione esasperata. Queste le motivazioni con cui la Lega Consumatori ha aderito all’Alleanza europea per la domenica (European Sunday Alliance), un network che riunisce diverse associazioni e organizzazioni in Europa. Alla base di questa posizione ci sono le conseguenze del lavoro domenicale sull’assetto familiare, la difficoltà di conciliare i tempi di riposo di tutta la famiglia, il richiamo all’art 36 della Costituzione e alla “liberazione della domenica” dal lavoro.

Ecco dunque una nuova posizione all’interno del dibattito sulle aperture domenicali e festive dei negozi, che si è riaperto per l’annunciata volontà di mettere mano alla liberalizzazione e di prevedere una serie di vincoli per le aperture festive e domenicali. Con riapertura della polemica fra favorevoli e contrari alla saracinesca abbassata nei festivi. In un ordine del giorno votato a giugno, Lega Consumatori prende posizione sul tema a partire dal rapporto fra cittadino consumatore e cittadino lavoratore e dalla necessità di garantire una buona qualità della vita familiare e sociale. “Partendo da questa posizione – scrive Lega Consumatori – le associazioni dei consumatori sono invitate a  superare il tabù radicato nel consumerismo italiano per il quale il massimo di apertura dei negozi e dei centri commerciali vada sostenuto perché comunque a vantaggio dei consumatori. Le  associazioni devono concordare sul ruolo del consumerismo che non si ripiega su se stesso nella difesa dei soli interessi particolari ma è forza viva che propone e contribuisce a realizzare il bene generale, la buona vita, la società a dimensione d’uomo per tutti gli uomini”. Lega Consumatori ha dunque aderito all’Alleanza europea per la domenica e invita le altre associazioni a fare altrettanto, a partire da “Federconsumatori, Adiconsum e Adoc per il loro rapporto sinergico con le organizzazioni dei lavoratori”.

L’associazione fa riferimento all’art 36 della Costituzione sul diritto al riposo settimanale del lavoratore. E scrive:Liberare il primo maggio, il 25 aprile, la domenica come giorno dell’uomo (della persona e della famiglia) e per i credenti come giorno del Signore e su questo percorso definire i contenuti di un Movimento di “la Domenica non è una merce, la Domenica non si Vende”  vuol dire innanzitutto non indulgere a posizioni velleitarie e demagogiche. Non sono in discussione i lavori domenicali di servizio alle persone e alle famiglie nelle strutture sanitarie e nelle strutture di servizio culturale, ricreativo , di tempo libero e di festa. Sono invece in discussione le attività commerciali esperibili agevolmente nei giorni feriali, negli orari allungati , il sabato”.

Il lavoro domenicale, dice Lega Consumatori, interessa direttamente l’organizzazione familiare, perché le lavoratrici nei supermercati sono il 70% del personale, molto sono madri e “la loro assenza da casa nei giorni festivi crea scompensi e accentua le difficoltà delle famiglie”, in quanto è difficile far coincidere il riposo di entrambi i genitori. La domenica, poi, è considerata anche una giornata di recupero del rapporto con se stesso e con gli altri e di possibilità di coltivare arte, cultura, partecipazione civica e religiosa,  e per la famiglia di “vivere pienamente la sua vocazione. Per le associazioni dei consumatori – dice Lega Consumatori –  la presa di posizione per la liberazione della festa e delle domeniche dalle aperture dei negozi e dei centri commerciali viene a collocarsi nella lettura critica delle manifestazioni di consumismo e di commercializzazione esasperata che spinge verso un consumismo compulsivo, che produce sprechi e danni ambientali e pone esigenze di riorientamento dei consumi e delle abitudini organizzate”.

Lega Consumatori riporta due passi della proposta dell’Alleanza europea per la domenica. Questi: “Noi crediamo che tutti i cittadini dell’Unione Europea abbiano diritto di beneficiare di orari di lavoro dignitosi che, per una questione di principio, escludano il lavoro tardo serale, notturno, durante le festività pubbliche e le Domeniche. Solo i servizi essenziali dovrebbero essere operativi la Domenica. Oggi, le leggi e le pratiche esistenti a livello UE e di Stati Membri devono proteggere maggiormente la salute, la sicurezza e la dignità di tutti e dovrebbero promuovere con più decisione la riconciliazione della vita professionale con quella famigliare. Noi crediamo che la coesione sociale presso la cittadinanza europea debba essere rinforzata.”

 

Notizia pubblicata il 20/07/2018 ore 16.21

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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