Pausa pranzo in tavola calda: decisamente non conviene. I prezzi delle pietanze servite presso punti di ristoro, self service, tavole calde sono sempre più alti, con incrementi a tre cifre se confrontati col 2001. Ma anche quest’anno, un pasto tipo è rincarato del 2% rispetto al 2013: mezzo litro di acqua, un piatto di pasta, un dessert e un caffè costano in media 13,40 euro, con un aumento del 2% sull’anno scorso e del 142% rispetto al 2001. Se si decide di pranzare fuori casa tutti i giorni, la spesa diventa di 294,80 euro al mese.
Sono i dati resi noti dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Un pasto tipo costava 5,53 euro nel 2001, oggi è di oltre 13 euro. Spiega l’associazione: “Alla luce di questi rincari, in tempo di crisi, sono sempre di più i cittadini che rinunciano alla “pausa pranzo” nei punti self service/bar/mense e preferiscono portarsi il pranzo da casa. Una scelta sicuramente meno comoda, ma che permette un notevole risparmio: lo stesso pasto tipo, infatti, preparato a casa costa circa 3,20 euro, cioè il 76% in meno rispetto a quello acquistato”.
Nel dettaglio, basti pensare che per un caffè servono 1,10 euro (più 77% sul 2001); mezzo litro di acqua costava 52 centesimi nel 2001, oggi costa in media 1,80 euro, con un aumento del 246% rispetto al 2001 e del 6% rispetto al 2013; per un piatto di pasta nel 2001 bastavano 2,32 euro, oggi ne servono 6,50 euro, con un rincaro del 6% rispetto all’anno scorso e del 180% rispetto al 2001. Da segnalare anche i rincari dei panini (costo medio 3,50 euro, con un aumento del 6% rispetto allo scorso anno e del 126% sul 2001) e dei tramezzini (costo medio 2,50 euro, con un aumento del 9% rispetto al 2013 e del 225% rispetto al 2001).

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