A ottobre l’Italia torna sotto il segno della deflazione. L’inflazione infatti diminuisce dello 0,1% su base mensile e cala dello 0,2% rispetto a ottobre dello scorso anno (la stima preliminare parlava di una flessione dello 0,1%) mostrando di nuovo tendenze deflazionistiche dopo la leggera ripresa di settembre. Sono i dati definitivi sui prezzi al consumo diffusi oggi dall’Istat. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% rispetto a settembre e sono anch’essi in calo dello 0,2% su base annua. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, aggiunge ancora l’Istat, aumentano dello 0,1% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua stabile allo 0,2%.

Conferma della deflazione. E conferma di una situazione preoccupante per i Consumatori. Secondo Federconsumatori e Adusbef, i dati diffusi dall’istat “stroncano i timidi segnali positivi accennati nei mesi passati, ma soprattutto dimostrano la necessità e l’urgenza di un intervento del Governo per rilanciare l’occupazione e la domanda interna”, dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Per le due associazioni l’Italia è di nuovo proiettata “nella profonda fase di stallo di cui è prigioniero da molto, troppo tempo” e per questo è necessaria una “scossa all’economia”.

L’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dei dati dell’inflazione di ottobre, ha stilato la classifica delle città più care e meno care d’Italia: meno care sono Milano, Potenza, Roma e Torino, fra le più care ci sono invece Bolzano, Venezia e Napoli. “Sono 9 su 19 le città ancora in deflazione. Erano solo 3 a settembre. Ma il dato clamoroso è che i prezzi precipitano a Milano dell’1,8%, registrando un record. Significa che i consumi a Milano stanno letteralmente crollando – dice Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori – Nonostante i milanesi abbiano un reddito disponibile maggiore, sono costretti a ridurre la spesa. Un segno evidente che la crisi non è affatto finita, se si considera che stiamo parlando del motore economico dell’Italia”.  L’abbassamento dei prezzi dell’1,8 %, stima l’associazione, consente a una famiglia milanese di quattro persone di risparmiare 882 euro su base annua in termini di riduzione del costo della vita.


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