Le tariffe dei servizi pubblici locali sono aumentate del 4,1% in un anno: a correre di più sono stati acqua potabile e rifiuti urbani, e per il 2014 si prevede che le tariffe pubbliche nazionali e locali cresceranno in media più del doppio dell’inflazione – più 3% a fronte di più 1,2% – con l’unica eccezione dell’energia. A fare il punto è l’analisi di Unioncamere sull’andamento dei prezzi amministrati a controllo locale e nazionale – realizzata attraverso il proprio Istituto di ricerca specializzato nelle indagini su distribuzione e servizi (INDIS) – sulla base dell’Osservatorio “Prezzi e Mercati”.
“Il ‘catenaccio’ difensivo degli italiani contro la crisi si ferma davanti al gioco di squadra delle tariffe e, in particolare, di quelle dei servizi pubblici locali – scrive Unioncamere – A scardinare le strategie (e il borsellino) dei consumatori nel 2013, infatti, sono state soprattutto le tariffe dei servizi idrici (cresciute del 7,6% tra ottobre 2012 e ottobre 2013) e dei rifiuti urbani (+7% nello stesso periodo). Sul versante opposto, i prezzi dei beni di consumo scambiati sul mercato mostrano dinamiche tendenziali molto più contenute: +2% i beni alimentari ad esclusione del fresco e solo +0,5% per quelli non alimentari”. L’inflazione tariffaria per il 2013 si avvia a superare il 4% – più 3,8% per le tariffe pubbliche nazionali, più 4,1% quelle locali con riferimento al confronto ottobre 2013-ottobre 2012 – a fronte di un’inflazione media che, nel 2013, chiuderà all’1,2%.
Il quadro rimarrà simile per il 2014: Unioncamere prevede una crescita media complessiva delle tariffe pubbliche pari al 3%, contro un aumento generale dei prezzi dell’1,2%. “Per rilanciare i consumi e accompagnare i segnali di ripresa dell’economia – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanelloè indispensabile rallentare la corsa di tasse e tariffe, a cominciare da quelle locali. I tanti, piccoli mercati protetti che ancora resistono riducono il potere d’acquisto di famiglie e imprese e sono un freno alla ripresa. Serve più trasparenza della pubblica amministrazione per capire i meccanismi di formazione dei prezzi a livello locale e far sì che questi possano incentivare i comportamenti più virtuosi e penalizzare quelli più nocivi. L’uso intelligente delle tariffe di certi servizi può rivelarsi una leva importante per uno sviluppo locale più equo e sostenibile. A condizione di far crescere le capacità di monitoraggio e di gestione da parte dei comuni.”


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