Carte Pokemon acquistate online e mai ricevute, la GdF sequestra 439mila euro

Carte Pokemon acquistate online e mai ricevute, la GdF sequestra 439mila euro (Fonte immagine: Pixabay)

Carte Pokemon acquistate online e mai ricevute, la GdF sequestra 439mila euro

Secondo quanto segnalato, i quattro indagati dalla Guardia di Finanza di Milano fingevano di vendere online carte da collezione Pokemon, senza mai consegnarle agli acquirenti. L’associazione Codici ha attivato i propri Sportelli per raccogliere le segnalazioni dei consumatori

L’associazione Codici ha attivato i propri Sportelli per raccogliere le segnalazioni dei consumatori vittime della presunta truffa online scoperta dalla Guardia di Finanza e per fornire assistenza legale al fine di riavere le somme spese per acquistare un prodotto mai ricevuto. Si tratta delle carte da collezione Pokemon, messe in vendita su eBay da quattro persone residenti a Taranto, ora indagate dalla Gdf di Milano. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato 439mila euro, frutto del raggiro.

 

 

Secondo quanto si apprende dall’Ansa, i “quatto indagati, tutti residenti in provincia di Taranto, con vari account fingevano di vendere online carte da collezione Pokemon, intascando il denaro e senza mai consegnarle, esponendo così la società titolare della piattaforma nei confronti degli utenti. È stata eBay, piattaforma di commercio on line, a denunciare alla Guardia di finanza la presunta truffa, messa a segno tra il 2021 e i mesi scorsi”.

Carte Pokemon, Codici: ecco come avviene la truffa

“Lo schema, purtroppo, è ormai un grande classico”, dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici.

“Si pubblica un annuncio di vendita su un portale di e-commerce, in questo caso famoso e quindi con la possibilità di raggiungere un numero elevato di utenti, si incassano i soldi dall’acquirente, ma non si spedisce il prodotto. Per questa vicenda parliamo di tante piccole truffe, che, nel corso degli anni, hanno fruttato un bel bottino. Grazie all’intervento della Gdf la truffa è stata sventata”.

“La truffa – spiega Davide Zanon, Segretario di Codici Lombardia – è stata architettata attivando diversi account e sfruttando il richiamo di un oggetto da collezione noto e ricercato. L’elemento di novità, che ci teniamo ad evidenziare, è che a far scattare l’allarme è stata la stessa azienda, che ha notato che qualcosa non tornava in queste transazioni. Ciò significa che ormai, visto il boom dell’e-commerce che purtroppo è accompagnato anche da un preoccupante aumento delle truffe, è doveroso che anche le piattaforme alzino la guardia, vigilando al fine di tutelare i consumatori ed anche se stesse. Quindi un plauso alla Guardia di Finanza, ma anche ad eBay per essersi attivata. E naturalmente un invito ai consumatori a fare attenzione con gli acquisti online, utilizzando metodi di pagamento che garantiscono una forma di tutela, come le carte prepagate, e verificando l’affidabilità del venditore tramite le recensioni”.


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