Caso Eurovita, Confconsumatori: cosa devono sapere i risparmiatori

Caso Eurovita, Confconsumatori: cosa devono sapere i risparmiatori (foto Pixabay)

L’IVASS, dopo aver commissariato la Compagnia Eurovita S.p.A., ha disposto anche la sospensione della facoltà dei contraenti di esercitare i riscatti regolati dai contratti di assicurazione, con un provvedimento del 6 febbraio.

In particolare – spiega Confconsumatori – “la sospensione non si applica ai riscatti e alle anticipazioni di cui alle forme pensionistiche complementari ed alle scadenze contrattuali o ai sinistri. Il provvedimento scade il prossimo 31 marzo ed il Commissario avrà il compito di individuare una soluzione che permetta ad Eurovita di rafforzarsi patrimonialmente, a tutela dei suoi clienti“.

“I clienti Eurovita devono, ad oggi, avere fiducia che il commissariamento della Compagnia ed il controllo di Ivass rappresentano la migliore opzione sia per fare chiarezza sull’effettiva situazione patrimoniale, sia per trovare una soluzione positiva – ha dichiarato l’avvocato Antonio Pinto, responsabile del settore assicurativo dell’Associazione. – Confconsumatori auspica fortemente che, ad esempio, possa emergere un’altra Compagnia o soggetto finanziario capace di rafforzare il patrimonio di Eurovita, anche procedendo ad una acquisizione, a salvaguardia dei clienti e dell’intero sistema. Occorre a tutti i costi risolvere la vicenda, trovando una via ed un soggetto che possa ricapitalizzare Eurovita, per evitare il diffondersi di sfiducia da parte dei tanti risparmiatori che investono in polizze assicurative”.

La vicenda coinvolge circa 400.000 clienti risparmiatori e l’associazione, nel ricordare le tutele previste per questo tipo di investimenti, invita gli interessati a rivolgersi ai propri sportelli che garantiranno assistenza in caso di danni.

Eurovita, quali tutele per i risparmiatori?

Intanto, come sottolineato dal presidente di Confconsumatori Marco Festelli, “È importante ricordare che i clienti che hanno comprato le polizze Eurovita lo hanno fatto nella consapevolezza di investire in un prodotto finanziario a basso rischio, che spesso nel nome stesso si definisce come polizza vita, e quindi non siamo di certo dinanzi a speculatori. Tali polizze sono nella sostanza prodotti finanziari, investimenti che quindi hanno gradi di rischio diversi fra loro. Ad esempio, chi ha sottoscritto una polizza vita di ramo I, con investimento in una gestione separata, non ha praticamente nessun rischio effettivo, mentre chi ha sottoscritto una polizza unit o index linked ha un rischio di subire una perdita, che è collegata anche alla sorte della Compagnia”.

“In ogni caso – spiega ancora Confconsumatori – i risparmiatori devono sapere che, in ipotesi di eventuali futuri danni a loro carico, hanno tutti gli strumenti giuridici utili per tutelare le proprie ragioni nei confronti anche degli intermediari/banche che hanno venduto loro tali polizze. Infatti, dal 2018 grazie alla Direttiva europea IDD sulla distribuzione dei prodotti di investimento assicurativo, recepita nel nostro ordinamento anche con regolamenti Ivass di attuazione, esistono ormai stringenti obblighi a carico degli intermediari che distribuiscono tali prodotti finanziari, sia in termini di informative che di adeguatezza rispetto al profilo di rischio del cliente. Se la banca venditrice viola anche uno solo di tali obblighi, si configura un inadempimento contrattuale, con la conseguenza che la banca dovrà restituire la sorte capitale investita dal cliente“.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

 

 

Parliamone ;-)