Covid, la SIP a favore delle vaccinazioni nella fascia pediatrica e adolescenziale

Covid, la SIP a favore delle vaccinazioni nella fascia pediatrica e adolescenziale

La fascia pediatrica dai 12 anni in su risulta essere tra quelle meno colpite dal SARS-CoV2, ma la Società Italiana di Pediatria (SIP) ricorda che recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato, in tale fascia di età, la presenza di gravi complicanze renali o di complicanze multisistemiche.

Secondo la SIP, dunque, la strategia dell’implementazione dell’offerta vaccinale Covid-19 limitata solo a pazienti pediatrici con malattie pregresse, “non è un approccio valido ed efficace per contrastare l’attuale pandemia”. Secondo la SIP è necessario, invece, un intervento vaccinale globale, in tutte le età e in tutti i Paesi del mondo.

“La tempestività del raggiungimento delle alte coperture vaccinali nelle fasce pediatriche ed adolescenziali – spiega – permetterà anche di beneficiare di una prossima apertura dell’anno scolastico in sicurezza”.

Vaccinazioni in fascia pediatrica e adolescenziale, la posizione della SIP

La SIP, dunque, si dichiara favorevole alle vaccinazioni in fascia pediatrica e adolescenziale, e raccomanda in particolare:

  • in linea con le vigenti raccomandazioni ministeriali, la vaccinazione Covid-19 per tutti i bambini e gli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni privi di controindicazioni per gli specifici vaccini autorizzati per età;
  • l’utilizzo di qualsiasi vaccino Covid-19 (purché approvato da EMA e da AIFA), secondo i tempi e le modalità di somministrazione previsti per le specifiche fasce di età;
  • la somministrazione del vaccino COVID 19 anche senza attenersi a specifici intervalli di tempo rispetto ai vaccini previsti dal vigente Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, se non quelli minimi necessari per valutare eventuali eventi avversi (15 giorni);

 

Vaccinazioni in fascia pediatrica e adolescenziale

 

  • nel caso di minore con anamnesi di pregressa infezione da SARS-CoV-2, un intervallo di almeno 90 giorni tra la diagnosi di infezione o la somministrazione di eventuali anticorpi monoclonali e la prima somministrazione del vaccino Covid-19;
  • di non prescrivere farmaci finalizzati alla prevenzione degli eventuali eventi avversi postvaccinici;
  • di guidare gli adolescenti e le loro famiglie verso un percorso vaccinale libero e consapevole;
  • di informare i genitori circa le modalità per la gestione dei più frequenti segni e sintomi postvaccinici, ma soprattutto in merito alle tempistiche per contattare il proprio medico di riferimento per beneficiare di ulteriori specifiche informazioni;
  • di ribadire con forza agli adolescenti ed alle loro famiglie il valore del continuo e costante rispetto delle norme per il contenimento e la diffusione del SARS-CoV-2, anche dopo vaccinazione e fino a quando non verranno formalizzate specifiche indicazioni da parte degli Enti regolatori nazionali.

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