Deepfake, donne "spogliate" su Telegram. Il Garante Privacy apre un'istruttoria

Deepfake, donne "spogliate" su Telegram. Il Garante Privacy apre un'istruttoria

Sono circa 680mila, secondo quanto riportato da la Repubblica, le donne vittime di un particolare tipo di “deepfake”, uno strumento che permette agli utenti di manipolare immagini e video per trasformare il volto, la voce e il corpo delle persone. Le ragazze si sono ritrovate, a loro insaputa, “spogliate” su Telegram tramite un software chiamato “DeepNude”, disponibile sul canale social, che utilizza l’intelligenza artificiale per ricostruire l’aspetto che avrebbe il corpo sotto gli indumenti.

Preoccupato per le conseguenze della diffusione di tale software tra gli utenti del social, il Garante per la protezione dei dati personali, composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia, Guido Scorza, ha deciso di aprire un’istruttoria nei confronti di Telegram, social già oggetto di un’attività di verifica da parte dell’Autorità.

 

Deepfake intelligenza artificiale

 

Deepfake, il parere del Garante Privacy

“Le gravi lesioni alla dignità e alla privacy a cui l’uso di un software simile espone le persone, soprattutto se minori, sono evidenti – spiega il Garante Privacy in una nota – considerato anche il rischio che tali immagini vengano usate a fini estorsivi o di revenge porn e tenuto conto dei danni irreparabili a cui potrebbe portare una incontrollata circolazione delle immagini, fino a forme di vera e propria viralizzazione. La facilità d’uso di questo programma rende, peraltro, potenzialmente vittime di deepfake chiunque abbia una foto sul web”.

Il Garante chiederà, pertanto, a Telegram di fornire informazioni, al fine di verificare il rispetto delle norme sulla protezione dei dati nel momento in cui tale software viene messo a disposizione degli utenti, nonché di accertare l’eventuale conservazione delle immagini manipolate e le finalità di tale conservazione.

Oltre all’avvio dell’istruttoria, il Garante sta valutando ulteriori iniziative per contrastare gli usi illeciti di questo tipo di software e contenere gli effetti distorsivi del più ampio fenomeno del deepfake.

Codacons: tutelare la dignità degli utenti

Bene per il Codacons l’istruttoria aperta dal Garante Privacy nei confronti di Telegram.

“Dalle applicazioni per gli smartphone ai social più famosi si assiste oramai ad una pericolosa deriva verso illegalità, pornografia e violenza, in grado di danneggiare soprattutto i più giovani – spiega il presidente Carlo Rienzi. – Per questo, chiediamo di aprire un’istruttoria su tutti i social network che non intervengono per bloccare i comportamenti illeciti sulle piattaforme da loro gestite, per tutelare la dignità e la sicurezza degli utenti”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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