IVASS: la conoscenza assicurativa degli italiani non è sufficiente

IVASS: la conoscenza assicurativa degli italiani non è sufficiente

La conoscenza assicurativa degli italiani è insufficiente, sia quella di base – indagata chiedendo la definizione corretta di tre concetti tipici della cultura assicurativa: Premio, Franchigia, Massimale – sia quella sui prodotti assicurativi. È quando emerge dall’indagine su “conoscenze e comportamenti assicurativi degli italiani”, presentata oggi dall’IVASS.

Conoscenza assicurativa, tendenza all’overconfidence

In particolare, il sondaggio ha rilevato che poco più del 60% degli intervistati afferma di conoscere bene tutti e tre i concetti di premio, massimale e franchigia, ma la percentuale di chi risponde correttamente e congiuntamente alle domande su questi tre concetti è appena del 13,9%.

Un quarto del campione di coloro che ritengono di conoscere cosa si intenda per premio pensa che con esso si possa indicare anche il capitale in caso di rimborso.

Anche per quanto riguarda i prodotti assicurativi è stata riscontrata una discrepanza fra l’affermazione di conoscerli e la reale conoscenza.

L’“overconfidence” varia a seconda delle polizze: va da più di dieci volte nella temporanea caso morte, a quattro volte in quella infortuni, a tre volte di quelle di previdenza complementare e a due volte in media di quelle vita.

Il 68,7% delle persone ritiene di non aver bisogno dei consigli dell’assicuratore né di doversi affidare a fonti informative esterne.

“Questo eccesso di fiducia nelle proprie capacità può indurre l’assicurato a scelte tendenzialmente poco efficaci ed efficienti – spiega l’IVASS. –Vi è in sostanza una errata percezione del proprio livello di alfabetizzazione assicurativa. Agire per migliorare la conoscenza diventa, dunque, una sfida, in considerazione della particolare natura del target, convinto di non averne bisogno”.

Quali fattori influenzano i comportamenti assicurativi?

La fiducia verso la compagnia e/o l’intermediario non è l’unico elemento che influenza le scelte dei consumatori.

In particolare, l’importanza della fiducia – come elemento che influisce sulle scelte assicurative – diminuisce all’aumentare della scolarizzazione e nei grandi centri urbani. Si nota invece un aumento significativo dell’importanza della fiducia negli over 65.

Dall’indagine è emerso, inoltre, che più elevato è il livello di istruzione, maggiore è l’avversione al rischio.

 

conoscenza assicurativa

 

Tuttavia gli intervistati, pur timorosi dei rischi che corrono, non accedono alle relative coperture. Ad esempio, per il 76,7% i timori più sentiti per il presente o il futuro sono i problemi di salute per malattie o infortuni, tuttavia una Polizza Malattia è sottoscritta dal 10,6% degli intervistati, percentuale che sale al 20,2% per la Polizza Infortuni.

Ad analoghe conclusioni si giunge in merito al timore di calamità naturali.

Accrescere le conoscenze del consumatore è necessario per rendere davvero efficaci le norme sulla trasparenza dei contratti – ha dichiarato Luigi Federico Signorini, Presidente IVASS. – Non serve che siano prescritte spiegazioni scrupolose e dettagliate, magari fin troppo dettagliate, se poi chi le riceve non ha gli strumenti per utilizzarle davvero. Anche a questo occorrerà pensare. Nell’indagine, la scarsa comprensibilità delle polizze è emersa come un problema largamente sentito”.

Conoscenza assicurativa, come viene percepita la comunicazione?

Il set informativo dei prodotti assicurativi è considerato abbastanza chiaro solo dal 34% degli intervistati; più del 50% invece manifesta insoddisfazione sulla comprensibilità.

La scarsa comprensibilità risulta tra le principali cause di mancata sottoscrizione della polizza (50%), subito dopo il costo (67,5%); seguono la sfiducia nei confronti delle assicurazioni (42,4%) e da esperienze negative pregresse (28,7%).

Oltre il 70% degli intervistati, infine, considera la cultura assicurativa non adeguata. Questa considerazione negativa si accentua all’aumentare della competenza assicurativa e del titolo di studio (laurea triennale e magistrale).

È opinione degli intervistati che il gap conoscitivo andrebbe colmato innanzitutto dalle istituzioni pubbliche (60%) – IVASS, Consob, Banca d’Italia, Ministero dello Sviluppo Economico – e delle compagnie assicurative, banche e intermediari assicurativi (45,5%).

UNC: scarsa conoscenza è colpa dei maestri e dei libri di testo

“Se gli italiani sono bocciati sulla conoscenza assicurativa, è perché hanno dei cattivi maestri e soprattutto dei pessimi libri di testo”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Leggi farraginose, contratti fatti apposta per essere illeggibili e incomprensibili sono due spiegazioni del perché solo il 34% degli intervistati considera il set informativo dei prodotti assicurativi abbastanza chiaro”, prosegue.

“Solo sul prezzo è stato fatto un effettivo passo avanti, grazie ai siti comparatori che consentono di confrontare più offerte e grazie alla maggiore mobilità del consumatore introdotta con la riforma di Mario Monti, che ha eliminato il tacito rinnovo delle polizze assicurative. Due fattori che hanno permesso in questi anni un abbassamento dei premi rc auto“, conclude Dona.

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