Covid e mobilità, l'indagine di Altroconsumo

Covid e mobilità, l'indagine di Altroconsumo

La pandemia ha portato tanti cambiamenti negli stili di vita e nelle abitudini delle persone, tra cui quelle legate alla mobilità, che risulta in calo rispetto al periodo pre Covid. Tra le cause principali, Altroconsumo ha rilevato la paura del contagio e la diffusione dello smart working.

Mobilità in calo, come cambia la vita privata?

Secondo l’inchiesta realizzata da Altroconsumo a ottobre 2020, e coordinata dal BEUC, il calo della mobilità non riguarda solo gli spostamenti per raggiungere la sede di lavoro, ma anche una serie di attività legate allo svago per le quali è diffusa la paura di contrarre il virus.

Il 66%, infatti, ritiene non sicuro partecipare a eventi pubblici al chiuso, il 51% utilizzare impianti sportivi come palestre e piscine, il 44% frequentare bar e pub, il 44% partecipare ad eventi pubblici all’aperto, il 41% andare al centro commerciale e il 36% mangiare al ristorante (attività consentite lo scorso ottobre, al momento dell’indagine).

Crolla l’uso dei mezzi pubblici

A subire il tracollo, secondo Altroconsumo, i mezzi pubblici. Infatti, se prima il 27% degli utenti li utilizzava almeno una volta a settimana, a ottobre questa percentuale è calata al 15%, quasi la metà.

Sono calati anche gli spostamenti a piedi (46% meno di prima, 15% più di prima), mentre è in aumento la tendenza riguardo l’uso della bicicletta (21% la usa di più; 14% di meno) e dell’auto privata (25% la usa di più; 20% di meno).

 

Pandemia e mobilità

 

In termini di rischio di contagio, la gran parte degli intervistati considera non sicuro utilizzare i mezzi di trasporto pubblici (80%), il 59% ritiene non sicuro utilizzare il car sharing, il 49% prendere il taxi e il 38% utilizzare altre piattaforme di mobilità condivisa (bici, motorini, monopattini…).

“Il maggiore utilizzo di mezzi di trasporto privati, almeno nel caso dell’automobile, rappresenta un grave passo indietro rispetto a forme di mobilità più sostenibili acquisite, seppur in parte, negli ultimi anni – osserva Altroconsumo. – In compenso, il Covid ha spinto tanti cittadini a usare mezzi alternativi all’auto, come il boom dell’uso della bicicletta in tante città sta dimostrando. Sono cresciuti anche i mezzi elettrici, come i monopattini”.

Mobilità, Altroconsumo: fornire alternative agli utenti

Secondo l’organizzazione il ritorno all’auto privata non è sostenibile nel lungo periodo, in quanto si rischia di causare un aumento dei tassi di congestione stradale e di inquinamento. “Per di più – precisa – l’automobile è anche un’opzione di trasporto costosa per le persone”.

L’Organizzazione ritiene, quindi, necessario incrementare l’offerta di alternative al trasporto pubblico, in modo che le persone tornino a spostarsi senza ricorrere all’auto privata.

“Dovrebbero essere adottate misure per ripristinare la fiducia nel trasporto collettivo, come treni, metropolitana e autobus – spiega Altroconsumo – per esempio aumentando la frequenza delle corse. In alternativa è utile favorire lo spostamento a piedi o in bicicletta, creando percorsi dedicati e sicuri”.

“Maggiori condizioni di sicurezza – conclude – dovrebbero essere garantite per i viaggi anche oltre confine, una mobilità che al momento è quasi paralizzata”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

Parliamone ;-)