Mobilità on demand, Muoviti Italia: serve una vera riforma, il ddl concorrenza è l’occasione (Foto Pixabay)

Serve una riforma della mobilità on demand in Italia. E l’occasione per mettervi mano può essere il disegno di legge sulla concorrenza 2025, attualmente all’esame della Commissione industria del Senato. Nel testo in discussione questa riforma non c’è ma la rete Muoviti Italia ha presentato una testimonianza scritta alla Commissione, che si appresta a iniziare la discussione sulle proposte di modifica al testo.

Nel documento chiede appunto di intervenire sulla mobilità on demand per aggiornare il settore, modernizzarlo e rivedere la normativa a tutela sia dei consumatori che delle imprese. Il settore è quello di taxi, noleggio con conducente (NCC) e servizi pubblici non di linea, che in Italia sconta soluzioni spesso non adeguate e al passo con i tempi.

Serve una riforma della mobilità on demand

Muoviti Italia, rete traversale che riunisce associazioni e imprese di mobilità, sottolinea la necessità di una riforma complessiva della mobilità on-demand, ancora regolata da una normativa risalente al 1992, e invita il Parlamento a modernizzare il settore in linea con gli standard europei.

Nel documento depositato in commissione la rete evidenzia che “attualmente, in Italia non vi sono sufficienti opzioni di mobilità condivisa e di mobilità on demand, come avviene invece nella quasi totalità dei Paesi europei. La carenza di servizi taxi e NCC – accessibili anche attraverso le nuove tecnologie digitali – limita la libertà di movimento”.

La legge risale al 1992

La rete coglie l’occasione della discussione del ddl concorrenza per “evidenziare la necessità di un intervento normativo volto alla riforma della legge quadro 15 gennaio 1992, n. 21, per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea – intervento necessario ma non presente nel provvedimento in esame. L’obiettivo della riforma auspicata è quello di trasformare la mobilità urbana in Italia e creare un sistema di trasporto moderno, efficiente e sostenibile che soddisfi le esigenze di residenti, turisti e imprese”.

La legge del ‘92 continua a regolare il settore del noleggio con conducente (NCC) ma è “una disciplina ormai superata rispetto alle trasformazioni intervenute negli ultimi decenni, in particolare – spiega Muoviti Italia – con l’introduzione delle piattaforme digitali di intermediazione e di nuove tecnologie che hanno modificato profondamente l’organizzazione della mobilità non di linea”.

La riforma della mobilità non di linea è dunque fondamentale, spiega la rete, per “costruire un sistema di trasporti moderno, efficiente e sostenibile, in linea con gli standard europei”. Muoviti Italia richiama l’attenzione anche sullo squilibrio dell’offerta di mobilità on-demand in Italia rispetto ad altri Paesi europei. In Lombardia, ad esempio, con oltre 10 milioni di abitanti, operano circa 5.800 taxi e poco più di 1.000 NCC, mentre nella sola Regione di Madrid circolano oltre 16.000 taxi e quasi 10.000 NCC, che operano su più turni.

Quando i mezzi non si trovano

La rete ha promosso di recente un sondaggio che evidenzia i problemi della mobilità on demand per i cittadini. Oltre il 36% degli italiani dichiara di aver vissuto attese eccessive o la totale mancanza di mezzi e oltre il 70% ha sperimentato almeno una volta l’impossibilità di trovare un taxi o il noleggio con conducente.

Il 54% lamenta la mancanza di alternative nei momenti critici e il 45% i costi elevati. Fra le maggiori difficoltà denunciate dagli utenti, anche la carenza di mezzi la sera e nei weekend (46,5%), i costi elevati, tempi d’attesa lunghi (37,2%) e difficoltà di prenotazione (30,8%).

«Il DDL Concorrenza rappresenta un passaggio chiave per aggiornare le regole di un settore ormai anacronistico — afferma il portavoce di Muoviti Italia, Prof. Andrea Giuricin — auspichiamo che nel corso del dibattito parlamentare vengano accolte le proposte che puntano a innovare il mercato e renderlo più moderno, rispondendo alla crescente domanda di servizi di mobilità on-demand rapidi, trasparenti e digitali».

La richiesta di una normativa più moderna va insieme alla valorizzazione delle piattaforme digitali come “strumenti di trasparenza, tracciabilità e tutela dell’utenza”. Conclude Giuricin: «Riformare la mobilità on-demand significa rafforzare l’intero sistema economico, dal turismo all’accoglienza, e offrire ai cittadini un diritto alla mobilità degno di un Paese europeo moderno».

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