Pasqua a distanza_Coronavirus

Tempo libero in pandemia, fra cucina e social media

Ce l’eravamo immaginata come una Pasqua di rinascita, di apertura ad una nuova vita, in cui le cose avrebbero ricominciato a girare come una volta, seppure un po’ più lentamente. E invece sarà una Pasqua completamente diversa: tutti in casa, distanza sociale e mascherine.

Pranzi e pic-nic estesi a tutta la famiglia e agli amici di sempre non ce ne saranno e saremo costretti a trovare nuovi modi per scambiarci affetto da lontano.

Difficile infatti rinunciare ad un momento di condivisione e di festa, in un momento così particolare. Largo quindi a videochiamate di gruppo per scambiarsi gli auguri e passare qualche momento insieme.

Secondo uno studio condotto da Baci Perugina, sette famiglie italiane su 10 infatti dichiarano di non voler rinunciare alla tradizione e si attrezzeranno con i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia   (68%) per salutare i parenti più stretti e gli amici. Oltre a mandarsi baci e abbracci virtuali (61%), gli italiani non rinunciano a scartare il tradizionale uovo di Pasqua (52%), seppur a distanza.

Pasqua a distanza_Coronavirus
Pasqua a distanza, l’affetto non può mancare

I significati della Pasqua

La Pasqua ha da sempre diversi significati, sia religiosi che non, ma che cosa rappresenta in generale? Secondo i dati dell’indagine, 7 italiani su 10 (73%) dichiarano che si tratta di un’occasione per ricongiungersi con la famiglia e con gli amici di sempre. Il 68% del campione intervistato, invece, sostiene che sia un momento per staccare dai propri impegni, approfittando del periodo compreso tra il Giovedì Santo e la Pasquetta godendosi qualche giorno di vacanza. Il 53%, invece, vede la Pasqua nella sua accezione cattolica, vivendo il periodo secondo la  tradizione cristiana.

Cosa mancherà di più

Quasi un italiano su 2 (47%) ammette che rimpiangerà lo stare assieme ai parenti. Fra questi al 26% mancherà “il sedersi a tavola per il pranzo di Pasqua”, mentre al 21% dispiacerà “non preparare i piatti della tradizione assieme alle mamme e nonne”. Il 32%, invece, sentirà la nostalgia della tradizionale gita fuori porta. Più di un intervistato su 5 (21%), infine, confessa il suo dispiacere per non partecipare o assistere ai riti della Settimana Santa previsti nella sua città.

Perché non si può rinunciare a festeggiare

“La Pasqua – spiega Ezio Benelli, psicologo psicoterapeuta e presidente dell’International Foundation ‘Erich Fromm’ – è il simbolo della rinascita interiore. In questo particolare momento rappresenta una ricorrenza ed un messaggio di vita e, quindi, deve essere festeggiata a prescindere. Scambiarsi un gesto di pace? Assolutamente sì, perché la Pasqua è un messaggio cristiano e religioso. Ben venga quindi scartare il tradizionale uovo di Pasqua, ma anche scambiarsi un gesto di amore e di pace, come può essere un abbraccio virtuale o un bacio”.

La Pasqua va festeggiata ancora di più che negli scorsi anni, perché c’è bisogno di affetto e di condivisione, in un momento in cui ci si sente soli.

Pasqua, la festa è virtuale

Come si stanno preparando, quindi, gli italiani? 7 su 10 (72%) sostengono che “malgrado sia una Pasqua ‘diversa’ dal solito, non vogliono rinunciare alle tradizioni ad essa legate, come per esempio il classico dono e apertura dell’uovo pasquale. Il 68% degli italiani, invece, si sta organizzando “programmando delle videochiamate, la domenica mattina, per salutare e scambiare gli auguri con i parenti più stretti e gli amici”.

Quasi 3 italiani su 10 (28%) confessano di rispettare comunque il rituale e preparare i propri piatti regionali della tradizione.

Poco più di uno su 5 (51%), infine, non rinuncerà a foto e biglietti digitali di auguri che si trovano in rete da inviare ad amici e parenti.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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