Pay Tv pirata, oscurati oltre 5.500 siti illegali di live streaming e canali Telegram

Pay Tv pirata, oscurati oltre 5.500 siti illegali di live streaming e canali Telegram

Sono oltre 5.500 i siti illegali di live streaming e canali Telegram, oscurati dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, che trasmettevano illecitamente contenuti protetti in tutto il mondo. Sequestri rivolti alla confisca per un equivalente di oltre 10 milioni di euro nei confronti dell’organizzazione criminale. Secondo l’indagine, i pagamenti degli abbonamenti avvenivano anche tramite criptovalute.

Pay Tv pirata, le fasi dell’indagine

In contemporanea con la riproduzione di numerosi eventi on demand, tra cui partite di calcio dei principali campionati europei, centinaia di migliaia di utenti che avevano stipulato contratti di abbonamento con le IPTV pirata, hanno all’improvviso visualizzato sui propri dispositivi un pannello che li avvertiva che il sito tramite il quale stavano illegalmente visionando il programma era stato sottoposto a sequestro.

La Guardia di Finanza infatti, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, a partire dal pomeriggio del 6 novembre, ha effettuato attività tecniche preliminari di monitoraggio, consistenti nel progressivo spegnimento da remoto delle piattaforme, dei server e delle smart card utilizzate dai pirati, nonché nell’oscuramento dei siti web e dei canali Telegram dediti alla vendita e riproduzione dei contenuti dell’IPTV illegale.

 

Pay tv pirata
Pay Tv pirata

Tali attività hanno consentito il sequestro e l’oscuramento di oltre 5.500 risorse informatiche tra server di trasmissione, piattaforme di gestione, siti vetrina e siti di live streaming, oltre a 350 canali Telegram. A questo punto i responsabili dell’organizzazione, per rendere comunque possibile la trasmissione dei contenuti illegali alla propria clientela, sono stati costretti a palesare le ulteriori risorse di backup già predisposte per fronteggiare eventuali azioni repressive.

Tale azione di preliminare ha così consentito di individuare ulteriori 350 siti vetrina e 370 canali Telegram; anche queste risorse sono state, quindi, oggetto di un nuovo sequestro d’urgenza disposto dalla Procura.

UNC: solo il 55% degli utenti è consapevole dei rischi delle Iptv illegali

“Bene, ottima notizia. La  Pay Tv illegale è un fenomeno sempre più presente in Italia. Purtroppo i consumatori non sono sempre in grado di riconoscere un sito streaming illegale o molte volte non sanno cosa rischiano se sottoscrivono un abbonamento pirata”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo i dati di UNC, infatti, solo il 55% di chi utilizza le IPTV illegali è consapevole dei rischi che comporta mettere disposizione di un sistema criminale i propri dati sensibili e l’accesso al proprio computer, su cui possono essere installati malware, virus, spy-bot.

La guida di UNC sulla pay tv illegale

UNC ha redatto una guida sulla pay tv illegale. Di seguito i principali consigli dell’associazione di consumatori:

· ricorda che la pirateria è un reato e i pirati non sono solo coloro che diffondono illegalmente contenuti protetti dal diritto d’autore, ma anche coloro che ne fruiscono online e coloro che acquistano decoder/abbonamenti illegali.
· Segnala la pirateria (siti illegali, decoder contraffatti, abbonamenti abusivi, atti sospetti a riguardo) alla Polizia Postale, all’Agcom oppure al motore di ricerca.
· Tieni sempre sotto controllo i tuoi dati sensibili, come coordinate anagrafiche e bancarie, postali, carta di credito che vengono messi a rischio utilizzando piattaforme non autorizzate.

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