Pendolaria: Roma tra le città peggiori in Europa (Foto Pixabay)

Tra tutte le città italiane Roma è tra le peggiori in Europa in termini di dotazione di binari di metro: 1,43 km ogni 100mila abitanti, ben lontani da altre capitali quali Londra (4,93), Madrid (4,48), e Berlino (4,28).

La Capitale porta a casa un triste primato, dopo essere risultata prima tra le città europee peggiori in termini di dotazioni di binari e metro, inoltre a livello nazionale, risulta essere il comune più colpito dal 2010 al 2023 dagli eventi meteorologici estremi che hanno causato danni proprio alle infrastrutture di trasporto pubblico o interruzioni al servizio.

All’interno del report di Legambiente “Pendolaria Speciale Aree Urbane” uscito ieri è possibile osservare come il bilancio sia assai preoccupante. L’articolo mette in luce i ritardi dell’Italia nell’ambito della mobilità urbana, e i punti ancora ostici da affrontare nella Capitale.

Pendolaria: Italia ultima nelle performance sulla mobilità sostenibile su ferro (Foto Pixabay)

Roma città eterna(mente) in ritardo

“A Roma l’anello ferroviario, le stazioni strategiche come quella di Pigneto, i nuovi tram e metro, il raddoppio di tratte ferroviarie, la rigenerazione delle ferrovie urbane sono tutti progetti che aspettano da decenni di vedere la luce – dichiara Amedeo Trolese responsabile mobilità di Legambiente Lazio – e a causa di questi terribili ritardi, aumenta ulteriormente il gap infrastrutturale nei confronti delle altre capitali europee dove invece si continua a generare mobilità pubblica collettiva e su ferro. Non sarà neanche l’anno giubilare a portare novità ma sarà determinante concretizzare i progetti che oggi ci sono, vedendo attivati ovunque i cantieri della transizione ecologica nella mobilità sostenibile, dopo anni e anni durante i quali si sono visti solo rendering”.

L’intervento di Trolese sul cosiddetto “nodo Pigneto” di Roma è l’esempio calzante di quella che avrebbe dovuta essere la realizzazione di una nuova stazione di interscambio tra ferrovie regionali e metro C nel quadrante est: ad oggi sono andati deserti 3 bandi di gara, la costruzione non è mai iniziata e si viaggia in ritardo di almeno 6 anni.

Preoccupazione sul fronte della mobilità in vista del Giubileo 2025

Altrettanto surreale può definirsi il dibattito pubblico riguardo la chiusura dell’anello ferroviario romano sul quale dapprima ci sono state le coperture finanziarie dei fondi del PNRR che sono stati successivamente tagliati con la revisione della scorsa estate: 175 milioni di euro in meno sui 262 che erano disponibili inizialmente.

A tal proposito bisogna pensare anche all’utenza turistica in un ambito come quello romano. In particolare, si rischia di arrivare impreparati al Giubileo del 2025 non solo per una mancanza infrastrutturale, ma anche per l’assenza di informazioni che renderebbero il flusso dei viaggiatori più agevole. Per fare un esempio, le stazioni che collegano l’aeroporto di Fiumicino alla città non forniscono indicazioni specifiche per raggiungere i nodi nevralgici degli eventi giubilari.

“La Capitale d’Italia – commenta Roberto Scacchi, responsabile mobilità di Legambiente e presidente di Legambiente Lazio – è tra le peggiori in Europa per dotazione di binari di metro e tranvie, le opere oggi finanziate non basteranno certo a colmare il divario con le altre città. Bisogna invece accelerare vertiginosamente e rigorosamente con tutti i progetti mancanti, quei cantieri della transizione ecologica con i quali dare l’impulso per un gran salto di qualità nella mobilità romana: ogni chilometro di nuovi tracciati per le metro, la chiusura dell’anello ferroviario e ogni tram, a partire da quello che dalla stazione Termini raggiungerà San Pietro cambiando in meglio il cuore di Roma”.

La Capitale d’Italia, come evidenziano i dati riportati all’interno del report di Legambiente, risulta già tra le peggiori in Europa e le opere previste non basteranno a colmare il divario se non si accelera immediatamente con i progetti mancanti e necessari.

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