Bollette a 28 giorni, Tar del Lazio annulla le sanzioni Antitrust alle compagnie

Bollette a 28 giorni, Tar del Lazio annulla le sanzioni Antitrust alle compagnie

Il tuo pacco sta arrivando, seguilo qui”, recita la nuova truffa in circolazione. Un SMS per invogliare l’utente a cliccare sul link indicato, che rimanda poi a un sito in cui si richiedono i dati personali e un pagamento per sbloccare la visualizzazione del pacco.

“Si tratta di un messaggio di phishing, che si basa su un finto link di tracciamento delle spedizioni, molto simile a quello reale utilizzato dai corrieri. Ma ovviamente nessun corriere chiede mai soldi per tracciare la spedizione, e dunque è evidente che si tratta di una truffa”, spiega Federconsumatori Lazio.

Quando si riceve un messaggio di questo tipo è bene, quindi, non cliccare sul link e segnalare l’accaduto alla Polizia Postale.

SMS o e-mail truffa, il phishing

Come spiegato dalla Polizia Postale, il phishing è una particolare tipologia di truffa realizzata sulla rete Internet attraverso l’inganno degli utenti.

 

SMS truffa

 

Si concretizza principalmente attraverso messaggi di posta elettronica ingannevoli: una e-mail che proviene, solo apparentemente, da istituti finanziari (banche o società emittenti di carte di credito) o da siti web che richiedono l’accesso previa registrazione (web-mail, e-commerce ecc.). Il messaggio invita, riferendo problemi di registrazione o di altra natura,  a fornire i propri dati di accesso al servizio.

“Solitamente nel messaggio, per rassicurare falsamente l’utente, è indicato un link che rimanda solo apparentemente al sito web dell’istituto di credito o del servizio a cui si è registrati – spiega la Polizia Postale. – In realtà il sito a cui ci si collega è stato creato appositamente identico a quello originale. Qualora l’utente inserisca i propri dati riservati, questi diventeranno disponibili per i criminali”.

I virus informatici

Con lo stesso obiettivo di rubare i dati di accesso a servizi finanziari online o altre informazioni personali, un altro pericolo arriva dai virus informatici – spiega ancora la Polizia Postale. La modalità più diffusa è sempre il classico allegato al messaggio di posta elettronica; oltre ai file con estensione .exe, i virus si diffondono tramite da false fatture, contravvenzioni, avvisi di consegna pacchi, che giungono in formato .doc .pdf.

Nel caso si tratti di un cosiddetto “financial malware” o di un “trojan banking”, il virus si attiverà per intercettare i dati finanziari. Altri tipi di virus si attivano sulla tastiera: vengono inseriti “userid e password”, i cosidetti “keylogging”: in questo caso i criminali entrano in possesso delle chiavi di accesso agli account di posta elettronica o di e-commerce.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

Parliamone ;-)