Specie protette e habitat, la valutazione dello stato della natura nell'UE

Specie protette e habitat, la valutazione dello stato della natura nell'UE

Specie protette e habitat, la valutazione dello stato della natura nell’UE

Secondo la valutazione dello stato della natura nell’UE, tra le specie in declino la Commissione Europea segnala gli uccelli strettamente associati all’agricoltura e i pesci d’acqua dolce. Per quanto riguarda gli habitat, solo il 15 % si trova in buone condizioni

Agricoltura intensiva, urbanizzazione, attività forestali non sostenibili e i cambiamenti negli habitat di acqua dolce, sono alcuni dei fattori che stanno portando al declino delle specie protette. Insieme ai cambiamenti climatici, all’inquinamento dell’aria, allo sfruttamento di suolo, alla caccia e alla pesca illegali. Azioni che stanno mettendo a rischio non solo la biodiversità, ma anche la salute dell’uomo e che necessitano di una rapida inversione di rotta.

È quanto emerso dalla valutazione dello stato della natura nell’Unione europea, pubblicata dalla Commissione europea. Un documento che offre una panoramica completa della situazione in cui versano le specie e gli habitat europei più vulnerabili tutelati dalla legislazione dell’UE in materia di protezione della natura.

Specie protette e habitat in pericolo

Dai dati riportati nel 2019 emerge che la percentuale di specie e habitat con tendenze in peggioramento è cresciuta leggermente, rispetto allo scenario di riferimento del 2010: per gli uccelli da 20% a 23%, per le specie diverse dagli uccelli da 22% a 26% e per gli habitat da 30% a 32%.

Tra le specie protette a rischio la Commissione Europea segnala gli uccelli strettamente associati all’agricoltura. I pesci d’acqua dolce presentano la percentuale più elevata di cattivo stato di conservazione (38%), principalmente a causa dei cambiamenti nei corpi idrici e nei corsi d’acqua e degli impianti idroelettrici.

 

Specie protette, la valutazione dello stato della natura UE
Specie protette, la valutazione dello stato della natura UE

 

Per quanto riguarda gli habitat, solo il 15% si trova in buone condizioni.

“Il ripristino delle torbiere e di altre zone umide – osserva la Commissione Europea – può apportare benefici per la natura, oltre a contribuire in modo significativo a far fronte ai cambiamenti climatici, creando opportunità di lavoro nelle zone rurali e periferiche”.

“Questa valutazione rappresenta la verifica dello stato della natura più completa mai condotta nell’UE e mostra ancora una volta molto chiaramente che stiamo perdendo il nostro fondamentale sistema di sostegno alla vita – ha dichiarato Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca. – Nell’UE gli habitat protetti che versano in cattive condizioni sono infatti ben l’81%. Dobbiamo rispettare gli impegni assunti nella nuova strategia dell’UE sulla biodiversità per invertire questa tendenza a vantaggio della natura, delle persone, del clima e dell’economia e dobbiamo farlo subito.”

Gli interventi di conservazione

La relazione mostra, inoltre, che interventi mirati di conservazione possono portare a buoni risultati. Sono in ripresa le popolazioni di lince pardina, renna selvatica e lontra, ciascuna delle quali è stata oggetto di importanti progetti di conservazione.

Inoltre, le iniziative nell’ambito del programma LIFE dell’UE, i regimi agroambientali specifici nel quadro della politica agricola comune e la rete Natura 2000, con i suoi 27.000 siti, continuano a produrre un impatto positivo. Occorre, tuttavia, ampliarne la portata.

“La nostra valutazione dimostra che per salvaguardare la salute e la resilienza della natura europea e il benessere dei cittadini occorrono cambiamenti radicali nel modo in cui produciamo e consumiamo alimenti, gestiamo e utilizziamo le foreste e costruiamo le città – ha dichiarato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia europea dell’ambiente.

“Tali sforzi – ha proseguito – devono essere accompagnati da una migliore attuazione e applicazione delle politiche di conservazione”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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