Gallette di mais a rischio micotossina: in Valle d’Aosta, grazie al sistema di allerta della Regione, sono stati ritirati 3 lotti di  “Soffiette di Mais Bio” della marca “La finestra sul cielo” di Torino e prodotte dall’azienda belga Granco. Le gallette sono state ritirate da due punti vendita: Biocanavese a Quart e alla Cooperativa Lo Pan Ner di Aosta. Come si legge su Il Fatto Alimentare, il motivo del ritiro è la presenza di deossinivalenolo (o DON o vomitossina), una micotossina appartenente al gruppo dei tricoteceni prodotta da alcune specie di Fusarium (F. graminearum, F. culmorum, ecc..). Si tratta di un fungo spesso fitopatogeno, molto diffuso, che attacca in particolare i cereali quali grano, orzo e mais.
Il ritiro dovrebbe essere avvenuto anche in altre Regioni dove è stato venduto o distribuito lo stesso lotto. Purtroppo, quando ci sono questi allarmi, si ripete sempre la stessa storia: il Ministero della salute non diffonde queste notizie.
“Ancora una volta il Ministero tace – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Non diffonde le notizie, non allerta i consumatori, che rimangono esposti al rischio perchè all’oscuro di tutto. Perché questo silenzio?” Dovrebbe essere un obbligo per il Ministero della Salute informare tempestivamente i consumatori, spiegare l’esistenza o meno di eventuali pericoli per la salute, mostrarsi disponibile a rispondere a tutte le domande che pongono i consumatori. Invece il silenzio rimane assordante. Perché questo atteggiamento?
Si fa sempre più urgente la necessità di ampliare i controlli su tutta la filiera alimentare, dalla produzione, al confezionamento, alla conservazione: “Se gli allarmi continuano a perpetuarsi, è chiaro che un primo passo da fare sarebbe quello di ripensare alle azioni da implementare per salvaguardare la salute dei consumatori in campo alimentare”.

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Redazione
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1 thought on “Allerta micotossina in gallette di mais biologiche: ritirati 3 lotti in Valle d’Aosta

  1. Al di là dei controlli, che per le micotossine sono anche onerosi, questo fatto dimostra come il “Bio” , che costa molto di più (perché si dice che è sottoposto a costosi e ferrei controlli !?) si presti a facili speculazioni reali e mediatiche . Non è il caso di attuare maggiori controlli, pagati 2 volte da Pantalone, ma basterebbe togliere l’autorizzazione a vita sia al produttore che all’ente di certificazione. E allora vedi come corrono !!!!!

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