Bevande gassate, l'allarme: scarseggia la CO2. Acqua Sant'Anna sospende la produzione

Bevande gassate, l'allarme: scarseggia la CO2. Acqua Sant'Anna sospende la produzione (Fonte immagine: Pixabay)

“Le PMI del settore italiano delle bevande analcoliche confermano le difficoltà nel reperire la Co2 sul mercato, un effetto dell’aumento dei costi di energia e delle difficoltà di trasporto”, questa la dichiarazione di ASSOBIBE, che lancia l’allarme sulla “scarsità di CO2”, che – afferma – “sta mettendo a rischio la stagione estiva”.

 

 

Intanto Acqua Sant’Anna, il più grosso produttore europeo di acque oligominerali – con un miliardo e mezzo di bottiglie all’anno – ha fermato le linee di produzione dei prodotti gassati per mancanza di anidride carbonica, si apprende dall’Ansa. “La Co2 è introvabile e anche tutti i nostri competitori sono nella stessa situazione – ha dichiarato Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato di Acqua Sant’Anna, l’azienda di Vinadio (Cuneo). – Siamo disperati, è un altro problema gravissimo che si aggiunge ai rincari record delle materie prime e alla siccità che sta impoverendo le fonti”.

Le aziende di Co2 – secondo quanto riportato dall’agenzia – preferiscono, infatti, destinare la produzione al comparto della sanità.

Come viene utilizzata la CO2 nel settore alimentare?

Come spiegato da il Fatto alimentare, la maggior parte delle bottiglie di acqua minerale con le bollicine (tranne 2-3 marche classificate come effervescenti naturali) contiene l’aggiunta di anidride carbonica. Stesso discorso per le bevande gassate.

Ma quello delle bevande non è l’unico comparto ad utilizzare l’anidride carbonica nel processo industriale. Nel settore alimentare viene utilizzata, infatti, per limitare la crescita di batteri e muffe e come refrigerante nelle linee di surgelazione – spiega il Fatto alimentare. – Da molti anni ormai si usa anche per estrarre la caffeina dal caffè e come gas nelle confezioni di alcuni alimenti confezionati in atmosfera modificata, come nel caso di ravioli e tortellini freschi.

Da dove proviene la CO2? “Attualmente – spiega ancora il Fatto alimentare – una parte considerevole dell’anidride carbonica per usi alimentari in Europa proviene da impianti di fertilizzanti, che la ottengono come sottoprodotto della lavorazione dell’ammoniaca, oppure come sottoprodotto della fabbriche di bioetanolo. Un’altra fonte sono le sorgenti naturali”.


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