Se siamo quello che mangiamo, troppo spesso mangiamo male. E se mangiamo male, stiamo (o staremo) male non solo noi, ma anche l’ambiente. La salute globale è sempre più correlata al cibo: sia per l’impatto che una scorretta alimentazione ha sulle persone, sia per l’impatto che la produzione di cibo ha sull’ambiente. Il concetto di salute oggi riguarda anche la sostenibilità, il modo in cui si produce e si consuma cibo. E allora la Fondazione Barilla lancia l’allerta per come mangiamo, in vista della Giornata mondiale della salute del 7 aprile. La risposta al benessere delle persone e del pianeta sta in una dieta sostenibile.

Lo stile alimentare seguito da molti è lontano dal garantire una vita di buona qualità. I dati rielaborati dalla Fondazione Barilla per la Giornata della Salute dicono che nel mondo oltre 650 milioni di over 18, pari al 13% della popolazione del Pianeta, sono obesi (si stima che ogni 2 persone obese o sovrappeso ve ne sia 1 che soffre di malnutrizione). In Italia il dato scende a poco più del 10% della popolazione over 18. L’obesità è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, respiratorie, per il diabete.

Il cibo e gli stili alimentari sono dunque legati alla salute ma hanno un impatto anche sui costi che le persone devono sostenere per curarsi. “Il junk food, sebbene abbia spesso un costo basso, può nascondere sul lungo periodo spese inattese, che gravano poi su tutto il sistema economico e sanitario globale  – dicono dalla Fondazione Barilla –  L’obesità si stima impatti sul sistema economico mondiale per 2 trilioni di dollari (2,8% del PIL mondiale). In Italia solo per le patologie cardiovascolari i costi stimati ammontano a oltre 15 miliardi di euro”. Una persona su 10 nel mondo è costretta a scegliere se spendere per il cibo o per l’assistenza sanitaria.

C’è poi l’impatto della produzione di cibo sull’ambiente. E di ritorno, ancora sulla salute. L’agricoltura contribuisce per quasi un terzo delle emissioni di gas serra. Cambiamenti climatici, aumento delle temperature, inquinanti atmosferici hanno un impatto pesante sull’ambiente e anche sulla salute. All’inquinamento dell’aria sarebbero collegati oltre 90 mila decessi l’anno solo in Italia.

Eppure negli ultimi anni ci si è allontanati dalla dieta mediterranea, che si è rivelata la più sostenibile non solo per la salute ma anche per l’ambiente. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo allontanamento da modelli alimentari sostenibili, come la Dieta Mediterranea, in favore di modelli ricchi di proteine di origine animali, alimenti trasformati con alte percentuali di zuccheri, sale, grassi o poveri di fibre. Soluzioni alimentari che ci possono esporre, sul lungo periodo, a malattie o problematiche di salute anche molto costose – commenta  Katarzyna Dembska, nutrizionista e ricercatrice della Fondazione Barilla – Scegliere diete sostenibili, oltre a ridurre l’impatto sull’ambiente, può incidere positivamente sulla longevità. Ad esempio, un’alta aderenza alla Dieta Mediterranea si stima possa portare circa 4,5 anni di aspettativa di vita in più. Insomma, la cura della nostra salute parte davvero dalla tavola e rappresenta un modo per aiutare quel 12% della popolazione mondiale costretta a scegliere se dedicare il 10% dei propri bilanci domestici all’assistenza sanitaria anziché al cibo”.

La Fondazione Barilla sostiene dunque la doppia piramide alimentare e ambientale. “Una delle risposte al problema dei cambiamenti climatici può essere trovata proprio nel nostro piatto – afferma – Una dieta corretta da un punto di vista nutrizionale può essere la via migliore per ridurre il nostro impatto ambientale. Un binomio, quello tra salute e sostenibilità, che trova la sua sintesi nella Doppia Piramide Alimentare Ambientale, un modello grafico che alla classica piramide alimentare (i cui principi coincidono con quelli della dieta mediterranea) affianca una nuova piramide (capovolta) “ambientale” nella quale gli alimenti vengono classificati in base alla loro impronta ecologica (Ecological Footprint), ossia l’impatto che la loro produzione può avere sull’ambiente. In pratica, scegliamo di mangiare quello che fa bene a noi, ma anche al Pianeta”. Questo modello suggerisce la necessità di mangiare più frutta, verdura, cereali integrali; salire verso i legumi, l’olio extravergine e i latticini; nella parte superiore della piramide ci sono carne rossa, dolci, formaggi, carni bianche, pesce e uova, alimenti per i quali è necessario tenere sotto controllo il consumo.

 

LINK: 12 azioni per una dieta sana e sostenibile

 

Notizia pubblicata il 03/04/2019 ore 09.37

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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