A Roma due forni su tre (400 su 600) garantiscono la produzione artigianale del panettone; il prezzo medio oscilla tra i 12 e i 18 euro al chilo e i pezzi che verranno prodotti saranno 12mila. “Ormai la tendenza degli ultimi anni è consolidata: è chiaro che i consumatori preferiscono comprare magari due panettoni artigianali, invece di tre industriali – dice Dino Bartocci, presidente di Associazione Panificatori, Cna di Roma. E l’offerta non manca: il panettone artigianale, come gli altri prodotti da forno di produzione propria, sono sempre più diffusi per sopperire al calo di vendita del pane. E il pubblico sembra apprezzare, anche in tempo di crisi. Si taglia su altre cose, non sulla qualità”.
Il beneficio dei prodotti artigianali, rispetto a quelli industriali, non è solo nel sapore. “Nella produzione industriale si utilizzano necessariamente conservanti, visto che la lavorazione inizia almeno 6 mesi prima- spiega Bartocci-. Nel panettone artigianale si utilizzano solo zucchero, acqua, tuorli d’uovo, burro, farina e aromi naturali”. Per riconoscerlo? È semplice: basta osservare colore e morbidezza e confrontarlo con l’analogo industriale.


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