“Sì alla lotta agli sprechi, ma non a spese della qualità dei prodotti”. Così Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commenta la proposta, al vaglio dell’Unione Europea, sull’abolizione delle date di scadenza sui prodotti a lunga conservazione. Secondo Dona, non è la strada della deregulation che risolve il problema dello spreco alimentare: “Gli sprechi domestici, spesso, dipendono dalla scarsa abilità nel fare la spesa (preparare la lista è sempre un’ottima abitudine da seguire) e dagli errori nella conservazione degli alimenti”.
“E’ bene ricordare -spiega Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare dell’Unc- la differenza tra la dicitura da consumarsi entro…’ e quella da consumarsi preferibilmente entro…”: l’avverbio ‘preferibilmente‘ cambia di molto le cose in quanto indica che, dopo quella data, questi alimenti potrebbero essere consumati senza particolari preoccupazioni per la salute; quel che si potrebbe modificare sono le proprietà organolettiche (sapore, odore e consistenza). Inoltre, oltre il periodo di scadenza, alcuni micronutrienti (vitamine ed antiossidanti) potrebbero degradarsi e far perdere qualche proprietà nutritiva all’alimento”.
“Infine – aggiunge Macrì”- potrebbe crearsi un mercato parallelo, per cui eventuali eccedenze di produzione o fondi di magazzino potrebbero essere immesse nei circuiti commerciali a prezzi favorevoli per i rivenditori che, a questo punto, verrebbero a trovarsi unici arbitri della gestione degli alimenti. Teoricamente un panettone o un torrone non venduti durante le feste natalizie, potrebbero essere rimessi in vendita nel Natale successivo“. 
Sull’argomento leggi anche il Decalogo antispreco dell’Unione Nazionale Consumatori

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Redazione
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3 thoughts on “Data di scadenza, Unc contraria alla deregulation europea

  1. oncordo perfettamente oltre al dubbio che questa dereguletion serva solo ai produttori (spesso Multinazionali) che vogliono aumentare i propri utili piuttosto che ridurre gli sprechi infatti,è molto strano che la proposta venga proprio da loro in quanto la pubblicità tende più a far aumentare le vendite che con questa norma ne ridurrebbe la vendita.Attenti gente ci vogliono fregare!!!

  2. Per contenere gli sprechi (economici ed ecologici) va incentivata la prassi di promuovere il consumo di alimenti in prossimità della data di scadenza e del TMC attraverso promozioni sui punti vendita. Del pari va incrementata l’azione di educazione del consumatore (e degli “opinion-leaders”) alla gestione oculata delle informazioni sulla data di consumo dei diversi tipi di alimenti, in modo scientificamente corretto, scevro da qualsiasi fondamentalismo

  3. NINO , la solita deformazione mentale: l’industria alimentare sarebbe lì sempre pronta a fregarti! Fai un’offesa alla tua intelligenza.
    Ma allora nel secondo millennio viaggi ancora con i paraocchi del pregiudizio ideologico del consumatore mazziato e sfruttato !
    L’industria alimentare non ha proprio nessun interesse ad autodistruggersi, e che i propri prodotti , per quanto longevi, perdendo le loro caratteristiche peculiari, vengano rifiutati dal mercato (consumatori) con automatico danno alla stessa industria. In caso di perdita di qualità le vendite calano , non aumentano ! E’ il consumatore che con il suo giudizio e gli acquisti stabilisce il successo dei prodotti e di chi li produce.

Parliamone ;-)

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