E’ falsa la mail che gira da qualche anno secondo cui sul fondo delle confezioni di latte è impresso un numero che indicherebbe per quante volte il latte è stato ritirato dallo scaffale perché scaduto, e poi rimesso in commercio dopo una nuova pastorizzazione (se fresco) o bollitura (se Uht). Testimonianza di ciò sarebbe un numero o una fila di numeri posta sul fondo del cartone. A lanciare l’allerta Altroconsumo che spiega i motivi. “Innanzitutto un latte fresco sottoposto a diversi trattamenti termici assumerebbe un gusto e un aspetto che lo renderebbero ben distinguibile dal latte fresco normale”. 
In secondo luogo – aggiunge l’associazione – perché la legge prevede che il latte fresco subisca un solo e unico trattamento di pastorizzazione: è semplicemente ridicolo immaginare che un produttore che infrange la legge lo comunichi (e a che scopo, poi?) sul fondo della confezione.
La pastorizzazione è un trattamento termico, cioè di riscaldamento (72°C, non quindi una bollitura) cui è sottoposto il latte crudo: serve a distruggere eventuali germi pericolosi per la salute e a ridurre sensibilmente la microflora naturalmente presente, per rendere il latte più conservabile. Il latte che subisce il trattamento di pastorizzazione è quello che viene commercializzato come “latte fresco”. Per legge ha una durata di 6 giorni, perchè è un prodotto che resta comunque soggetto a deperimento (comunemente diciamo che inacidisce), determinato dal fatto che la pastorizzazione, al contrario della sterilizzazione, non elimina tutta la microflora presente.
Il latte sottoposto a trattamenti termici più accentuati (pastorizzato a temperatura elevata, Uht, sterilizzato…) dura di più, ma in cambio risulta maggiormente impoverito dal punto di vista nutrizionale. Al contrario, il latte microfiltrato dura di più, ma mantiene sapore e cartteristiche nutrizionali simili a quelle del latte fresco, perché viene privato dei microrganismi non attraverso un processo di riscaldamento, ma un procedimento fisico di microfiltrazione.
Se la mail facesse allusione non al latte fresco, ma al latte a lunga conservazione (o Uht), è vero che in questo caso la legge non prevede esplicitamente il divieto di eseguire un secondo trattamento termico: ma è poco verosimile che ciò accada, sia perché il prodotto ne risentirebbe (specialmente… alla quinta volta), sia perché per legge il latte di partenza deve avere determinate caratteristiche, incompatibili con un periodo di mesi di permanenza sugli scaffali.
Altroconsumo spiega che il numero presente sul fondo della confezione è riferito al materiale di imballaggio: le cifre sono utili a permetterne la rintracciabilità.
Ecco il testo della mail fasulla
Ogg: I: LEGGERE, IMPORTANTE PER LA SALUTE
Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di tempo è rispedito in fabbrica per essere pasteurizzato un’altra volta…Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo diminuisce…
Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il cerchietto nel file allegato viene modificato. Questo numero varia da 1 a 5.
Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il n. 3.
Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte.
Questo piccolo numero si trova nella parte inferiore del cartone; se compri una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli altri avranno lo stesso numero.
Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato pasteurizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere venduto…

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

2 thoughts on “Latte pastorizzato più volte, Altroconsumo: la mail è una bufala

  1. ma fra tante frodi vere ce ne servono anche di false? la frode nella frode, niente di più ridicolo!! grazie comunque, per averci segnalato questa volta, una frode falsa!!!!!!!11

  2. Gli autori di queste bufale delinquenziali dovrebbero essere individuati dalla polizia postale, e denunciati al giudice per falso, procurato allarme etc.
    Questo sta a significare quanti danni possano passare attraverso il Web e le notizie non controllate che vi si possono lanciare impunemente. Il consumatore non informato ci crede e ne viene fortemente danneggiato

Parliamone ;-)

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