Per Mondelez, Nestlè, PepsiCo, Coca-Cola e Unilever l’etichetta semaforo per porzione non è uno schema accettabile in quanto porta a fraintendimenti. A marzo 2017 erano partiti i test da parte delle multinazionali che avevano espresso il loro appoggio al cosiddetto “traffic lights system” su modello inglese.

In Italia la prima reazione arriva da Confagricoltura. “Una buona notizia per i consumatori e per gli agricoltori”. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che ha aggiunto: “E’ soprattutto positivo il richiamo alla necessità di avere uno schema valido per tutta l’Unione europea. E’ la proposta che abbiamo avanzato da tempo e sulla quale siamo pronti al confronto e alla collaborazione con le associazioni dei consumatori. Solo un sistema validato a livello europeo basato sulle evidenze scientifiche può guidare le scelte consapevoli dei consumatori verso una dieta equilibrata e salutare”.

Per Coldiretti la retromarcia delle multinazionali rappresenta un segnale importante rispetto al nuovo tentativo di presentare all’Onu una risoluzione, basata su semafori e tasse per esortare gli Stati ad “adottare politiche fiscali e regolatorie che dissuadano dal consumo di cibi insalubri”. La proposta, già bocciata dall’assemblea delle nazioni Unite il 27 settembre scorso, è stata ripresentata da sette Paesi (Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia) con l’obiettivo di trovare una posizione comune in vista dell’ultima convocazione dell’anno per l’Assemblea generale.

Scrive per noi

Silvia Biasotto
Silvia Biasotto
Sono quello che mangio. E sono anche quello che scrivo, parafrasando Ludwig Feuerbach. Nella mia vita privata e nella mia professione ho sempre amato conoscere, sperimentare e scrivere di cibo. La sicurezza e la qualità alimentare sono le principali tematiche di cui mi occupo ad Help Consumatori oltre che la tutela del cittadino in generale. Una passione che mi accompagna in questa redazione sin dal 2005 quando sono giunta sulla tastiera di HC a seguito del tirocinio del primo Master universitario in tutela dei consumatori presso l’Università Roma Tre. E ovviamente la mia tesi fu sulla Sicurezza dei prodotti!

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