Nutriscore, Carrefour non lo userà su Dop e Ipg e sui prodotti della tradizione

Nutriscore, Carrefour Italia non lo userà su Dop e Ipg e sui prodotti della tradizione

Carrefour ha presentato all’Antitrust una serie di impegni sull’etichettatura Nutriscore presente su alcune referenze a marchio. Ci sarà un cartello esplicativo e l’etichettatura non verrà usata su Dop, Igp e sui prodotti della tradizione enogastronomica italiana

Nutriscore «non tiene conto del fabbisogno e del profilo nutrizionale individuale» e «non rappresenta un giudizio assoluto di salubrità di un alimento ma è relativo alla composizione nutrizionale dello stesso riferito a 100 g di prodotto e non ad una porzione di consumo. Tutti gli alimenti in commercio devono essere presi in considerazione nell’ambito di una normale dieta varia ed equilibrata”. Il messaggio è parte di un cartello che arriverà nei supermercati Carrefour Italia per spiegare ai consumatori l’etichetta Nutriscore che si trova sulle confezioni di alcuni prodotti a marchio. Il cartello fa parte di una serie di impegni, fra cui quello di non usare il Nutriscore su Dop e Igp e sui prodotti della tradizione enogastronomica italiana, presentati da Carrefour all’Antitrust, che aveva avviato un’istruttoria. Stesso tipo di impegni sono stati presentati da Pescanova e Valsoia, importatrice dei prodotti Weetabix e Alpen.

Il Nutriscore, Carrefour e l’Antitrust

Il Nutriscore, l’etichettatura a semaforo, è finita al centro di una battaglia nazionale ed europea. E ora anche sotto l’esame dell’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza ha dunque esaminato l’apposizione, sulla parte frontale della confezione di alcune referenze alimentari a marchio Carrefour, del sistema di bollinatura fronte pacco denominato NutriScore.

Il Nutriscore esprime la qualità nutrizionale dell’alimento attraverso due scale correlate: una cromatica divisa in cinque gradazioni dal verde al rosso e una alfabetica con lettere che vanno dalla A (qualità più alta) alla E. Nel sistema Nutriscore il punteggio si riferisce a una quantità pari a 100 gr o a 100 ml. La valutazione dell’etichettatura a semaforo va dunque dal rosso al verde e dalla A alle E. In particolare, il verde scuro (con la A) rappresenta una valutazione positiva, il rosso (E) una valutazione negativa. In mezzo i giudizi intermedi.

Il Nutriscore sui prodotti Carrefour

L’Antitrust aveva avviato un procedimento su Carrefour Italia, GS Spa e Interdis, del gruppo Carrefour. Le referenze commercializzate in Italia a marchio Carrefour che riportano l’etichettatura NutriScore sono 46 e tutte recano indicazioni multilingue sul packaging. Sono etichette apposte sia in Francia che all’estero.

Nella memoria difensiva delle parti, queste spiegano che «l’eventuale divieto di importare e distribuire prodotti contrassegnati dall’etichettatura NutriScore possa essere considerato una misura contraria ai principi comunitari, sottolineando che, nell’ambito della strategia Farm to Fork, la Commissione europea intende adottare, entro la fine del 2022, una proposta per l’etichettatura nutrizionale fronte pacco obbligatoria e armonizzata e, in tal senso, sta prendendo in considerazione anche il sistema NutriScore».

Il Nutriscore è sistema avversato in Italia, da imprese, agricoltori e Governo. Accusato di orientare il consumatore verso l’assunzione di alimenti ritenuti favorevoli alla salute sulla base di un’eccessiva sintesi e semplificazione. Scrive ad esempio l’Antitrust nel provvedimento: «la rappresentazione sintetica risulta, altresì, semplicistica poiché, essendo basata sul riferimento a 100 gr/100 ml di prodotto, non tiene conto della circostanza che l’alimentazione è fatta di porzioni e frequenze di consumo: alcuni alimenti sono consumati in quantità estremamente basse (come l’olio di oliva), altri in porzioni medie (come il formaggio o la carne), altri ancora in porzioni maggiori (acqua, frutta e verdura). L’impostazione del sistema risulta, pertanto, contraria ai principi di semplificazione e di immediatezza cui esso dovrebbe ispirarsi, non indirizza verso l’assunzione di porzioni adeguate, né aiuta il confronto fra alimenti diversi».

Nutriscore, gli impegni di Carrefour

A maggio 2022 Carrefour, GS e Interdis hanno presentato una proposta di impegni.

I tre professionisti si impegnano a non utilizzare sul mercato italiano l’etichetta NutriScore:

  • sui prodotti commissionati da GS e Carrefour ai propri fornitori e commercializzati, in Italia o all’estero, con indicazione in etichetta di GS S.p.A. quale operatore responsabile delle informazioni sui prodotti stessi;
  • sui prodotti a denominazione di origine protetta (DOP), ad indicazione geografica protetta (IGP), sulle specialità tradizionali garantite (STG) e sui prodotti agroalimentari tradizionali (PAT);
  • sui prodotti della tradizione gastronomica italiana (salumi, formaggi, olio di oliva) a prescindere dal luogo di produzione;
  • sui prodotti a marchio Terre d’Italia.

Si impegnano inoltre ad adottare ad adottare, entro il 31 luglio 2022, iniziative volte a informare i consumatori sulla presenza del bollino su alcuni alimenti a marchio Carrefour.

Nei punti vendita verrà dunque esposta una locandina in cui si spiega che i prodotti a marchio Carrefour delle linee Classic, Sensation, Extra, Original, Carrefour Bio, Carrefour Veggie, Selection e Simple, oltre che in Italia, sono commercializzati anche in altri paesi europei e che in Francia è stato adottato il sistema di etichettatura nutrizionale volontaria NutriScore.

La locandina prosegue poi con questo testo:

«Il logo non è invece presente su tutti gli altri prodotti a marchio Carrefour in quanto l’Italia non ha adottato questo sistema di dichiarazione nutrizionale volontaria. Il sistema NutriScore esprime una valutazione dell’alimento sulla base del profilo nutrizionale, tenendo conto della presenza di elementi sfavorevoli (ad esempio, calorie, grassi, sale, ecc.) ed elementi favorevoli (frutta, fibre, verdura, ecc), attribuendo un punteggio in lettere (A, B, C, D, E) e in scala cromatica (verde, giallo, arancione e rosso). AVVERTENZE: il sistema NutriScore è stato sviluppato in base ad un algoritmo e a valutazioni scientifiche non universalmente riconosciute e condivise. Il sistema non tiene conto del fabbisogno e del profilo nutrizionale individuale ed il punteggio NutriScore non rappresenta un giudizio assoluto di salubrità di un alimento ma è relativo alla composizione nutrizionale dello stesso riferito a 100 g di prodotto e non ad una porzione di consumo. Tutti gli alimenti in commercio devono essere presi in considerazione nell’ambito di una normale dieta varia e equilibrata».

Ci saranno cartellini a scaffale, il rimando a un QRCode e al sito di Carrefour Italia dove saranno fornite le informazioni su Nutriscore.

 

 

Yuka, si chiude con accettazione di impegni l'istruttoria avviata dall'Antitrust
Yuka, si chiude con accettazione di impegni l’istruttoria avviata dall’Antitrust (Fonte immagine: sito app Yuka)

 

Il Nutriscore e la valutazione dell’Antitrust

Nelle sue valutazioni, l’Antitrust spiega che in ambito europeo «ha assunto sempre maggior rilievo il dibattito teso a valutare la possibilità di adottare un unico schema di etichettatura supplementare che aiuti i consumatori a compiere scelte alimentari sane a fronte di una crescente attenzione ai temi del benessere della persona e della sicurezza alimentare» e ricorda che la Commissione presenterà una proposta legislativa di armonizzazione entro la fine dell’anno.

La ragione del provvedimento è quella di valutare l’idoneità dell’etichetta fronte-pacco “a orientare le scelte di acquisto dei consumatori in materia di nutrizione senza generare fraintendimenti”, prosegue l’Antitrust. Che ha deciso di accettare gli impegni di Carrefour e renderli obbligatori, chiudendo così il procedimento.

«Gli impegni si articolano in una serie di iniziative di carattere informativo che si avvalgono di più strumenti (locandine, cartellini a scaffale, siti internet, QRcode). All’ampiezza degli strumenti impiegati si accompagna una comunicazione efficace nella quale, premesso che l’Italia non ha adottato questo sistema di dichiarazione nutrizionale volontaria, vengono spiegati il funzionamento del sistema NutriScore, i limiti e gli aspetti metodologici».

Appare particolarmente significativa poi, prosegue il provvedimento, «la previsione di eliminare, per il futuro, l’apposizione dell’etichetta semaforica su quei prodotti riconosciuti patrimonio nazionale (DOP, IGP, STP, PAT) per i quali i produttori sono obbligati a mantenere determinati tenori di nutrienti, previsti dai disciplinari di produzione, pena la perdita della certificazione nazionale ed europea».

Un analogo provvedimento ha riguardato Weetabix e Valsoia, che hanno cessato la commercializzazione e la distribuzione di tre referenze sulle quali figurava il bollino semaforico, e Pescanova che ha eliminato il Nutriscore dal packaging.


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