La Corte di Giustizia Europea dovrà decidere se gli organismi ottenuti per mutagenesi siano soggetti alle attuali leggi relative agli OGM. Il Consiglio di Stato Francese – la più alta corte amministrativa della nazione transalpina – ha comunicato oggi la sua decisione relativa al ricorso fatto da un largo gruppo di associazioni francesi, tra cui la Confederation Paysanne e le Reseau Semences Paysannes, sulla natura della mutagenesi, contro le decisioni del Governo francese, il quale intende escludere la mutagenesi dalle norme relative agli OGM.

Dato che i prodotti della mutagenesi non sono tutti classificati come OGM dall’Unione Europea, il Consiglio di Stato francese, rispondendo alle contestazioni fatte dalle associazioni ricorrenti, ha deciso di trasferire il caso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, ponendo quattro questioni pregiudiziali: ha chiesto se organismi ottenuti per mutagenesi siano soggetti alle norme previste dalla direttiva sull’emissione deliberata di OGM nell’ambiente; se gli stessi organismi siano invece soggetti alla direttiva relativa al catalogo comune delle varietà di piante agricole; ha chiesto se la discrezionalità degli Stati membri in relazione alla direttiva sull’emissione deliberata di OGM nell’ambiente sia confermata per la mutagenesi e ha posto la questione della validità di questa direttiva in merito alle “nuove tecnologie di creazione varietale”, tenendo conto del principio di precauzione.

Si tratta di una grande vittoria che riguarda non soltanto la contestazione delle posizioni del Governo francese, ma anche la messa in discussione della validità dei pareri dell’Unione Europea riguardo alla mutagenesi. Infatti, nel tentativo di decretare l’esclusione dei prodotti derivati dalle “nuove tecnologie di creazione varietale” (NBT) dalle norme relative agli OGM, l’Unione Europea non tiene conto del principio di precauzione. Il Consiglio di Stato francese chiede quindi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di applicare il principio di precauzione anche in questo caso.

Chiediamo, ancora una volta, che il Governo italiano resti fermo nel voler mantenere il nostro Paese libero dalle coltivazioni di OGM, qualunque sia la forma con cui questi vengano prodotti”, hanno dichiarato il Centro Internazionale Crocevia e l’Associazione Rurale Italiana.

di Francesca Marras

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