Olio d'oliva, ASSITOL: ingiusto attaccare il settore

Olio d'oliva, ASSITOL: ingiusto attaccare il settore

Secondo l’inchiesta del mensile Il Salvagente pubblicata nei giorni scorsi, su 15 campioni di olio d’oliva analizzati al panel test, sette non sono extravergini. Un’indagine realizzata in collaborazione con il laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Roma (per i risultati completi del test, vai al Salvagente online).

Olio d’oliva, il parere di ASSITOL sull’inchiesta

ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia, è intervenuta sulla questione, dichiarando “ingiusto attaccare il settore, regolato da leggi rigorose e oggetto di numerosi controlli, in base ad analisi su quantità esigue di prodotto ed effettuate con procedure poco chiare”.

“Le aziende olearie sono tenute per legge a rispettare norme stringenti a garanzia della qualità e genuinità dell’olio d’oliva – ricorda Andrea Carrassi, direttore generale di ASSITOL –. Inoltre, quello dell’olio è uno dei settori più controllati, grazie al SIAN, il sistema nazionale di monitoraggio sui flussi oleari in capo al Ministero delle Politiche agricole, e alle verifiche di ben otto diversi organismi pubblici di controllo. In particolare, i dati annuali dell’Icqrf, che fa capo al Mipaaf, dimostrano come l’olio d’oliva sia un prodotto soggetto a continue verifiche”.

Sottolinea, inoltre, che l’olio d’oliva è “l’unico prodotto alimentare sottoposto ad analisi sensoriale (panel test), che ne valuta la qualità, prima di essere posto in commercio, grazie al giudizio di un gruppo di assaggiatori professionisti”.

 

Olio d'oliva

 

Afferma, inoltre, che “ogni analisi di laboratorio deve essere ripetuta, al fine di evitare falsi positivi e non è infrequente che la revisione delle analisi capovolga il primo risultato”.

“Non è chiaro – sottolinea il Direttore Generale di ASSITOL – se le modalità di esecuzione del campionamento sono state corrette. Qualsiasi privato, anche una testata giornalistica, che intenda realizzare test di controllo sugli oli, deve osservare tutti i passaggi pratici e le norme, italiane ed europee, sull’analisi organolettica.[…]Per declassare un olio d’oliva le procedure impongono ben due controanalisi“.

E sottolinea, infine, che i test comparativi della rivista “Il Salvagente” hanno riguardato una singola bottiglia di un singolo lotto.

“L’industria non ci sta a subire operazioni di linciaggio, come accaduto in passato sulla base di analisi che interessano pochi litri su milioni di bottiglie, prodotte ogni anno. Non risolve il problema delle frodi – afferma Carrassi –  In un periodo che ha visto l’industria districarsi tra le criticità del Covid-19, pur di garantire agli italiani adeguate forniture di olio, tutto questo appare ingiusto ed inaccettabile”.

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