La votazione quasi unanime dei rappresentanti europei (compresi quelli italiani) che ha dato l’ok al nuovo regolamento sulle etichette alimentari che impone l’obbligo di indicare la provenienza dell’ingrediente principale (ma in termini assai vaghi) ha lasciato dubbi, perplessità e malcontenti tra tutte le associazioni dei consumatori e dei coltivatori. Tutte, tranne una. L’Aidepi, l’Associazione degli Industriali del Dolce e della Pasta Italiani, infatti, sembra pensarla in maniera completamente contraria e sottolinea che “finalmente viene fissata una norma unica, valida per tutti i prodotti alimentari e in tutti i Paesi europei. Un’etichetta standard che, anche sull’origine, riguarda tutti i produttori europei e fornisce al consumatore le stesse informazioni. Questo va anche a vantaggio della competitività internazionale della pasta italiana”.

Una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Regolamento UE farà decadere il Decreto italiano sull’origine del grano entrato in vigore a febbraio scorso. Ma, tranquillizza Aidepi, per il consumatore italiano di pasta non cambierà nulla. “Anche se il nuovo Regolamento non vincola all’indicazione obbligatoria dell’origine delle materie prime, gli italiani non perderanno le informazioni che hanno acquisito. Noi pastai riteniamo giusto fornire ai consumatori le informazioni sull’origine del grano sull’etichetta della pasta e continueremo a farlo”.

Per Aidepi, dunque, i consumatori potranno ancora verificare che dietro ottime marche di pasta a volte ci sono semole ricavate da grani duri italiani e altre volte, invece, semole italiane che utilizzano anche ottimi grani duri stranieri.

“La qualità non conosce frontiere e non bisogna confondere l’origine con la qualità o con la sicurezza del prodotto. La sicurezza è garantita da stringenti normative comunitarie e da un rigido sistema di controlli nazionali, sia sulla materia prima nazionale, sia su quella importata, cui si aggiungono numerosi autocontrolli dei pastai italiani. Parliamo ogni anno di circa 200 mila controlli sul grano duro e 600 mila analisi sul prodotto finito. La qualità è poi assicurata dai pastai italiani che da sempre producono la migliore pasta al mondo anche grazie alla loro capacità di miscelare i migliori grani presenti sul mercato.”

Notizia pubblicata il 18/04/2018 ore 10.17

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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