Patate etichettate con il marchio di origine bolognese quando una notevole quantità di tuberi arriverebbe da altre zone: è l’oggetto di un’inchiesta della Procura di Bologna che vede dieci persone indagate per associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Il tutto sarebbe partito – secondo quanto scrive oggi la redazione bolognese di repubblica.it – sette mesi fa, da segnalazioni e sequestri fatti dal comando provinciale della Guardia Forestale.
Coldiretti si dice soddisfatta per l’avvio dell’inchiesta: “La produzione nazionale di patate nel 2013 ha superato di poco il miliardo di chili mentre le importazioni hanno sfiorato i 700 milioni di chili dei quali quasi la metà provenienti dalla Francia” sostiene l’associazione spiegando che “la patata è l’ortaggio piu’ consumato dagli italiani che hanno il diritto di conoscere la provenienza reale del prodotto che acquistano, ma l’inganno colpisce anche i produttori che subiscono la concorrenza sleale di prodotto importato, ma “spacciato” come nazionale”.
La Coldiretti ha promosso e costituito la Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, proprio con l’obiettivo di creare un sistema coordinato e capillare di controlli idonei a smascherare i comportamenti che si pongono in contrasto con la legalità.

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