“Il nostro è un territorio straordinario, è la nostra vera forza. Puntando sulla terra possiamo trovare le vie di uscita dalla crisi, che ancora c’è e ancora morde. Guardiamo sotto i nostri piedi, è lì il vero tesoro. Dovremmo introdurre una nuova norma, quella della ‘consapevolezza’, ricordandoci sempre di come siamo bravi a coniugare le nostre capacità con le materie prime che abbiamo a disposizione e il legame che queste hanno con i territori”. Lo ha detto il ministro politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, alla conferenza stampa di presentazione della prima edizione dell’”Atlante dei territori del vino italiano”, che si è tenuta oggi a Roma.
Non solo una semplice elencazione dei vini italiani. L’Atlante descrive l’offerta enologica nazionale come il risultato delle tradizioni produttive proprio di ogni marcroarea, dove le peculiari condizioni ambientali hanno contribuito a selezionare scelte varietali, tecniche e organizzazioni che nel tempo hanno plasmato anche il paesaggio e la cultura locale.
L’opera  si compone di due volumi per un totale di 864 pagine. Nel primo volume si racconta la storia del vino italiano sia dal punto di vista tradizionale che legislativo senza tralasciare al geografia vitivinicola. Segue una disamina delle ricchezze a livello regionale divise tra il I e il II volume.
Si tratta soprattutto della testimonianza della complessa identità e del valore dei territori e del vino italiano ma anche con scopi pragmatici. Utile strumento per le amministrazioni e i ricercatori, l’Atlante si propone di rappresentare la base per la programmazioni di attività di ricerca e impostazione di politiche efficaci. Per i consumatori vuole rappresentare la risposta a tutte le curiosità di cittadini sempre più preparati e interessati alle origini del prodotto e che al tempo stesso sono sempre più alla ricerca di vini che siano l’autentica espressione di un’area.
“Sono certa – ha spiegato il Ministro – che questo Atlante avrà un grande successo. Si tratta di un lavoro straordinario, utile anche in vista dell’Expo 2015. Quando parliamo di vino non possiamo non fare riferimento alla passione e all’apporto umano dei nostri agricoltori che, anche in momenti difficili, hanno saputo tenere la schiena dritta. Noi dobbiamo aiutarli a svolgere al meglio il loro lavoro, utilizzando correttamente le risorse dell’Ocm vino e puntando alla semplificazione delle norme”.
“Non è possibile – ha concluso De Girolamo – che i nostri produttori debbano sottrarre preziose ore al loro lavoro per occuparsi di questioni burocratiche. Un altro grande tema da affrontare è quello dell’internazionalizzazione: il nostro vino è più buono di quello francese, ne sono convinta. Loro sono stati più bravi dal punto di vista commerciale ed è quello il gap che dovremo colmare, entrando nei mercati in cui siamo poco presenti”.
 
A cura di Silvia Biasotto
 

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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