Costo del cibo e sicurezza alimentare, quali sono le preoccupazioni dei consumatori europei? (foto pixabay)

Il costo del cibo è il primo motivo di preoccupazione per i consumatori europei. Interrogati sui fattori che influenzano le decisioni relative al cibo e sugli aspetti più importanti quando si acquistano alimenti, oltre la metà degli europei – il 54% – indica il costo. A seguire c’è il sapore (51%) e la sicurezza alimentare (al 46% pari merito con la provenienza degli alimenti). Rispetto a qualche anno fa, pesa di più sugli europei il costo del cibo e diventa dunque il principale fattore che influenza gli acquisti, seguito dal gusto. Quasi la metà dei cittadini europei ritiene importante la sicurezza alimentare (il che significa, a vedere bene, che l’altra metà non la indica come prioritaria) e il 41% dà per scontato che gli alimenti che acquista siano sicuri.

Eurobarometro 2022 sulla sicurezza alimentare

Sono alcuni dei risultati che arrivano dall’Eurobarometro 2022 sulla sicurezza alimentare nella Ue, quarta indagine di questo tipo dal 2005.

Basata su interviste a 27.000 soggetti in tutta l’Ue, dà un quadro in evoluzione del modo in cui gli europei scelgono gli alimenti, della loro consapevolezza, delle loro preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare e dei soggetti in cui ripongono la loro fiducia per informazioni in merito.

Sostiene Bernhard Url, direttore esecutivo dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare): «Dal nostro ultimo sondaggio del 2019 sono successe molte cose, non ultime una pandemia mondiale e lo scoppio di una guerra in Europa. Tali eventi hanno avuto conseguenze drammatiche, e non sorprende che per molti europei l’aumento del costo della vita influisca più di prima sulle scelte alimentari. D’altra parte la sicurezza alimentare rimane importante per molti di essi, ed è incoraggiante vedere che quasi la metà si preoccupa di mangiare in modo sano nella stessa misura in cui si preoccupa dei rischi alimentari».

 

2022 Eurobarometer on Food Safety in the EU. Cittadini e sicurezza alimentare, Italia

 

Costo del cibo e sicurezza alimentare, Italia

Non sono del tutto allineate alla media europea le risposte dei consumatori italiani, che sembrano più interessati alla sicurezza alimentare.

In Italia infatti fra i fattori che influenzano le decisioni sul cibo spiccano a pari merito (59%) la sicurezza alimentare, dunque l’eventuale esistenza di rischi legati al cibo, e la provenienza degli alimenti; seguono sapore (46%) e costo a pari merito con i valori nutrizionali (40%).

Il confronto fra la media europea e il dato italiano dice pure che il 75% degli italiani si dichiara personalmente interessato alla sicurezza alimentare contro il 70% della media Ue.

Sicurezza alimentare, cosa pensano gli europei

Questa fotografia, spiega l’Efsa, arriva nel momento in cui il sistema di sicurezza alimentare dell’Ue, l’Efsa e gli organismi di sicurezza alimentare di parecchi Stati membri compiono 20 anni.

Altri risultati di rilievo? Sette europei su 10 riconoscono l’apporto degli scienziati nel garantire la sicurezza degli alimenti e 8 su 10 si fidano di loro per le informazioni sulla relativa sicurezza. Parimenti è alta, a circa due terzi, la fiducia nelle istituzioni nazionali e dell’UE.

Oltre un terzo degli europei ha un livello di consapevolezza molto alto (21%) o alto (17%) sui temi della sicurezza alimentare, cioè ha sentito parlare di 10 o più dei 15 argomenti oggetto dell’indagine.

In maggior percentuale hanno sentito parlare di additivi negli alimenti o nelle bevande (70%), residui di pesticidi negli alimenti (65%), residui di antibiotici, ormoni o steroidi nella carne (63%) o malattie degli animali (60%).

In testa alla lista delle preoccupazioni degli europei legate alla sicurezza alimentare stanno i residui di pesticidi negli alimenti (40%) e i residui di antibiotici, ormoni o steroidi nella carne (39%).  Un numero minore di persone teme le malattie delle piante (11%), l’uso delle nuove biotecnologie nella produzione alimentare (8%) e le nanotecnologie applicate ad essa (5%).

Come arriva l’informazione sulla sicurezza alimentare? Circa 6 persone su 10 (61%) indicano la televisione, via etere o via Internet, come una delle principali fonti di informazione sui rischi alimentari, seguita da famiglia, amici, vicini o colleghi (44%) e motori di ricerca Internet (37%), con rilevanti differenze tra le generazioni.

Più di 8 intervistati su 10 si fidano di medici (89%), di scienziati universitari finanziati da enti pubblici (82%) e di organizzazioni di consumatori (82%) per le informazioni sui rischi alimentari.

Sicurezza alimentare e comportamenti

Interessante è la percentuale di chi si dichiara disposto o meno a cambiare comportamento in caso di allarme alimentare.

“Solo una minoranza di europei non cambierebbe il proprio comportamento in caso di allarme alimentare (21%) – scrive l’Efsa – Le ragioni principali che vengono da essi addotte includono il fatto di preparare già gli alimenti nel modo raccomandato (45%), e la convinzione che tutti gli alimenti comportino qualche rischio e che sia impossibile evitarli tutti (25%)”.

Bisogna però considerare che il 21% corrisponde a un europeo su cinque. Non sembra una percentuale bassa quando si parla di sicurezza alimentare.


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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